Migranti a scuola dai contadini

30 Aprile 2018

Ma i corsi di agricoltura sociale provocano la protesta dei residenti

AVEZZANO. I corsi di agricoltura sociale in un terreno di Avezzano fanno scoppiare la protesta di una parte di residenti, preoccupati per la presenza di migranti nel loro quartiere. È quello che accade nella zona di via del Cerreto dove gli operatori sociali del Centro di accoglienza richiedenti asilo hanno preso in fitto un terreno per un corso a sei stranieri ospiti della struttura marsicana. Infatti, l’agricoltura sociale sostiene l’inclusione socio-lavorativa dei migranti e non lo fa solo con la teoria ma mettendo in pratica i progetti, e dando strumenti concreti agli addetti del settore per elaborare percorsi lavorativi e di welfare in ambito agricolo. Per tale motivo gli organizzatori hanno dato vita a un corso che si è avvalso dei contributi di esperti locali, di esperienze sul campo ed esempi di buone pratiche provenienti dal Fucino, con focus sulle reti territoriali, normativa di riferimento e laboratori di progettazione partecipata. «Si tratta di sei persone che stanno imparando un mestiere grazie a una convenzione con la prefettura e tramite corsi socialmente utili» spiega Gino Milano, fondatore della Rindertimi. «Se questi ragazzi otterranno l’asilo politico potranno svolgere questa attività lavorativa. In caso contrario, dovendo tornare nel loro Paese, non avranno perso tempo in Italia e potranno mettere in pratica quello che stanno imparando ad Avezzano. Abbiamo chiesto la collaborazione a dei contadini anziani che sono stati felici di insegnare ciò che sanno a dei giovani». I residenti, però, forse non a conoscenza della tipologia di attività, temono che nella zona possa arrivare la criminalità. «I ragazzi», spiega l’ex consigliere regionale Gino Milano, «vengono accompagnati sul posto e poi riportati nel centro al termine dell’attività». (p.g.)
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