Migranti aggrediti, domiciliari a Di Lorenzo

9 Settembre 2018

Il gip accoglie il ricorso d’urgenza: «L’indisponibilità del braccialetto non deve ledere i suoi diritti»

SULMONA. Il giudice ci ripensa e dopo il ricorso d’urgenza presentato dall’avvocato Alberto Paolini concede a Serafino Di Lorenzo gli arresti domiciliari. Il 39enne sulmonese, coinvolto nell’irruzione al centro di accoglienza del giugno scorso, al quale il Riesame aveva già concesso gli arresti nella sua abitazione, era stato trattenuto nel carcere di Pescara perché il tribunale aveva concesso i domiciliari a condizione che l’uomo venisse dotato di un braccialetto elettronico per controllarne costantemente gli spostamenti. Ma la indisponibilità dello strumento di controllo ha annullato il provvedimento e il 39enne è rimasto in carcere. Una situazione al limite del paradosso che andava a ledere i diritti dell’indagato tanto che il suo avvocato ha avanzato immediato ricorso al gip del tribunale di Sulmona che lo ha accolto. Secondo il giudice infatti, la mancata disponibilità da parte dell’amministrazione penitenziaria dei braccialetto elettronico «non può determinare la lesione del diritto dell’indagato a vedersi applicare misure cautelari non eccedenti le ragioni della cautela come definite in sede giurisdizionale». E che in difetto dei previsti strumenti di controllo, la misura degli arresti domiciliari «va egualmente applicata con i maggiori controlli ordinari connessi alla valutazione compiuta dal Tribunale del Riesame». L’altro indagato nella vicenda, Nicola Spagnoletti, di Arezzo ma senza fissa dimora, resta in carcere in quanto il suo avvocato Simona Fusco nella sua strategia difensiva ha deciso di non inoltrare ricorso contro la misura cautelare del carcere disposta con l’ordinanza di cattura. I fatti risalgono alla sera del 12 giugno scorso i due salirono al terzo piano del centro di accoglienza di Sulmona ora chiuso, minacciando gli ospiti con una pistola scacciacani e un coltello di piccole dimensioni. Gli immigrati reagirono, sentendosi in pericolo. Un immigrato ventitreenne, proveniente dal Gambia, mentre cercava di disarmare i due, venne colpito al fianco sinistro da Spagnoletti con un piccolo coltello. Sia Di Lorenzo che Spagnoletti furono denunciati a piede libero. Le porte del carcere si sono aperte il 4 agosto su ordinanza del gip Marco Billi, che accolse la richiesta del pm Stefano Iafolla.
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