Migranti positivi, uno finisce in ospedale

29 Luglio 2020

Ha accusato una colica renale, allarme rientrato dopo qualche ora. Stasera il sit-in di protesta organizzato dalla Lega

PETTORANO SUL GIZIO. Notte agitata nel centro di accoglienza di Ponte d’Arce che ospita 12 migranti arrivati a Pettorana sul Gizio il 16 luglio scorso, otto dei quali sono risultati positivi al Covid 19. Uno degli otto affetti dal contagio, si è sentito male per un’improvvisa colica renale tanto che, dopo l’intervento del personale del 118 nella struttura, il giovane è stato trasportato d’urgenza in ospedale per i dovuti accertamenti che hanno confermato un problema di calcoli al rene. Sia la visita di controllo nella struttura che il trasporto e il resto dei controlli sono stati effettuati in totale sicurezza, come confermato dal sindaco di Pettorano, Pasquale Franciosa che dagli stessi operatori sanitari. Nel corso della permanenza in ospedale il giovane, che proviene dalla Tunisia così come tutti gli altri attualmente ospitati nel centro di accoglienza di Ponte d’Arce, è stato sottoposto alla Tac dalla quale non sarebbero emersi problemi ai polmoni, confermando la sua asintomaticità al virus. Così come tutti gli altri sette compagni risultati contagiati. A seguito della specifica terapia alla quale è stato sottoposto, il migrante è riuscito anche a risolvere il problema dei calcoli ai reni. Nello stesso pomeriggio di ieri, infatti, l’uomo è stato dimesso dall’ospedale e riaccompagnato al centro di accoglienza tenuto sotto stretta sorveglianza dalle forze dell’ordine che a turno presidiano costantemente la struttura per evitare che qualche ospite possa allontanarsi.
Intanto per stasera alle 18.30 gli esponenti della Lega Sulmona hanno confermato la loro presenza davanti al centro di accoglienza dove terranno un sit-in di protesta. «Abbiamo deciso di protestare davanti al centro di accoglienza per esprimere tutto il nostro dissenso per una politica di immigrazione che non ha più un senso e non lo ha mai avuto», afferma il portavoce della Lega Alberto Di Giandomenico. «Questa non è integrazione: far sbarcare migranti in un porto, in questo caso Lampedusa, non facendo nessun tipo di controllo è una cosa assurda. Non è possibile che si continui a procedere in questo modo mettendo a repentaglio la salute dei cittadini. L’ospedale di Sulmona non è struttura Covid, ma si continua a operare come se lo fosse. E lo stabile dove alloggiano i 12 tunisini non è idoneo per ospitare persone affette da Covid. Inoltre, ci devono spiegare chi si prenderà cura di questi giovani all’interno della struttura. Chiediamo quindi che gli otto affetti da Covid e i loro compagni vengano trasferiti in un’altra struttura idonea in cui possano essere curati», conclude Giandomenico. «Qui non possono stare».
E sempre per stasera è atteso l’esito dei tamponi a cui sono stati sottoposti gli operatori del centro.
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