Migranti, è scontro tra Biondi e Nardella

20 Aprile 2023

Botta e risposta tra i sindaci di Firenze e L’Aquila sulla gestione dei flussi da parte del governo Meloni

L’AQUILA. È scontro tra sindaci sul tema dei migranti e sulle politiche del governo Meloni. In testa ci sono il primo cittadino dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e quello di Firenze, Dario Nardella.
Tutto nasce dalle parole di quest’ultimo ai microfoni di Sky Tg24: «Sulla gestione dei migranti serve un piano chiaro, coerente. L’assenza di un piano di questo tipo non fa altro che aumentare il numero di immigrati irregolari. È questo che spaventa. Credo sarebbe fondamentale che il presidente Meloni incontrasse noi sindaci. Possiamo dare informazioni molto concrete e chiare: noi siamo per una soluzione e non per uno scontro ideologico che non serve a nessuno o serve forse a chi pensa di lucrare voti grazie al tema dell’immigrazione». E ancora: «Si è detto che il problema è quello delle Ong, ma con il decreto Ong non si è portato alcun risultato: siamo a 40mila persone sbarcate in questi primi mesi dell’anno. Si è usata la strategia dei porti chiusi, abbiamo visto che in realtà il problema è collaborare con i Paesi del Mediterraneo. Si dice che gli immigrati sono troppi, lo stesso governo ha detto che ne servono 500mila per l’economia e il lavoro dell’Italia. E ci sono 8mila rimpatri su 250mila ingressi, questi immigrati diventano irregolari e finiscono in mezzo alle strade».
La replica di Biondi: «Quando parla di “noi sindaci” vorrei spiegasse quali sindaci rappresenta. Sicuramente non lo fa a nome mio e di moltissimi altri primi cittadini che su un tema così delicato non hanno un atteggiamento fazioso e ideologico. Lui, come molti esponenti del centrosinistra o dell’opposizione in Parlamento, tende a confondere problematiche importanti ma distinte. Da un lato pone il problema dei lavoratori stranieri regolari e delle esigenze di aziende e imprese e dall’altra la necessità di individuare una strategia in grado di contrastare l’immigrazione incontrollata. Complessità su cui il governo ha fornito una risposta con il decreto migranti dimostrando un approccio pragmatico. Il provvedimento ridefinisce le modalità di programmazione dei flussi in ingresso legale dei lavoratori stranieri e semplifica le assunzioni. Al contempo restringe la disciplina sulla protezione speciale per evitare interpretazioni che hanno portato a un suo allargamento improprio».