Mille alunni col panino, genitori furiosi

Il Comune rinvia il servizio a novembre: «Problemi tecnici». Divampa la polemica. I sindacati temono per i posti di lavoro
SULMONA. Niente pranzo a scuola almeno fino a novembre. Scatta lo stop per il servizio di refezione scolastica nelle scuole comunali sulmonesi, in attesa di sistemare spazi e arredi dedicati alla refezione. La riunione in Comune con assessori e funzionari è terminata con la decisione tanto temuta dai genitori, già preparati al peggio per via delle condizioni dei locali mensa in più istituti.
I NUMERI DEL SERVIZIO. Sono una decina le mense attive, o meglio che dovranno essere riattivate entro l’anno scolastico, per più di mille alunni in totale e una media di 700 pasti giornalieri. In alcuni casi i dirigenti, in accordo con le famiglie, hanno scelto la formula del rientro pomeridiano dal lunedì al venerdì per avere il sabato libero, in altri le soluzioni sono stati differenti. Tutti i bimbi, però, dagli asili alle elementari, fino alle medie, dovranno rinunciare a un pranzo caldo e ripiegare sul panino o il piatto freddo portato da casa.
IL COMUNE SI GIUSTIFICA. «Stiamo valutando tutte le possibili soluzioni alternative e temporanee idonee, che dovranno essere verificate nei prossimi giorni dai dirigenti comunali di concerto con il personale della Asl e dei dirigenti scolastici», afferma l’assessore Anna Rita Di Loreto, «pertanto il servizio, a causa di motivi tecnici legati a problematiche relative agli immobili e alle attrezzature, potrà entrare in vigore presumibilmente agli inizi di novembre e non il primo ottobre, com’era stato programmato nella seduta di giunta del 10 agosto scorso. Stiamo lavorando alacremente al fine di risolvere le complesse problematiche e intervenire il più rapidamente possibile, nell’interesse esclusivo della cittadinanza e della collettività scolastica. Continuiamo a lavorare, come abbiamo sempre fatto, affinché l’utenza possa tornare a usufruire al più presto dell’importante servizio».
SINDACATI IN ALLARME. Il rinvio mette in allarme i sindacati. «Non crediamo che il primo novembre parta il servizio e comunque, anche fosse, si sta generando un danno ai lavoratori con una mensilità di lavoro persa», affermano Luigi Antonetti (Filcams Cgil), Stefano Murazzo (Fisascat Cisl) e Salvatore Callipo (Uiltucs Uil), «in mancanza di riscontri ci riserveremo di agire immediatamente a tutela dei lavoratori». Nei mesi scorsi, dopo una gara bandita dal Comune, la Vivenda è subentrata alla Coselp di Pratola che ha gestito il servizio negli ultimi otto anni.
LE POLEMICHE. «Sono furiosa», sottolinea la senatrice dei 5 Stelle, Gabriella Di Girolamo, «con una classe politica incapace di stabilire priorità, incapace di sbloccare quelle dinamiche di stallo amministrativo che vengono traslate sulle spalle delle famiglie. È ora che il vento cambi direzione, il tempo per dimostrare le proprie capacità è terminato ed è giusto che si lasci spazio a chi ha mani libere per agire». Critiche sono arrivate anche dal Comitato genitori che chiede, una volta per tutte, di risolvere la precarietà delle scuole, tra lavori che non partono e servizi in stand by, come quello della mensa o le ore di educazione fisica sospese per le palestre chiuse. «Le tristi vicende cui stiamo assistendo in questi ultimi giorni sono i titoli di coda di una amministrazione comunale ormai agonizzante», afferma Giovanni Bartolomucci, responsabile sulmonese di CasaPound Italia.
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