Milone: una chiesa a San Berardo

22 Settembre 2019

Il priore propone la riqualificazione dei luoghi del sisma del 1915

PESCINA. San Bernardo, protettore della Marsica e patrono di Pescina, vescovo e santo molto venerato e celebrato, non ha una propria chiesa. Il vecchio luogo di culto fu distrutto dal terremoto del 1915 e in oltre un secolo non è stato mai ristrutturato. La segnalazione arriva da Alfredo Milone, priore della confraternita di San Berardo. Milone chiede un intervento che metta fine a questa situazione. La salma del santo si trova dal lontano 1956 ospitata in una cappella nella navata sinistra della basilica di Santa Maria delle Grazie di Pescina, «luogo molto umido», a detta di Milone, «senza prospettiva alcuna che si possa riattivare il bel complesso architettonico e monumentale costituito dalla torre campanaria». Lì sono state collocate per desiderio di Ignazio Silone le proprie ceneri, oggi luogo di turismo letterario e culturale.
«La comunità pescinese», afferma Milone, «desidera che l’antico fasto della chiesa e l’antica religiosità vengano in qualche modo riscoperte e rivalorizzate e che San Berardo e Silone non continuino a rimanere senza chiesa». Chiede inoltre che nella torre campanaria, dove è sepolto lo scrittore, si possa riportare il Campanone di cui tutta la Marsica ricorda i rintocchi potenti e melodiosi che segnavano le ore. Secondo Milone «ne trarrebbe lustro anche la sepoltura di Silone». La proposta è quella di un protocollo di intesa tra tutte le autorità locali «affinché siano poste in essere opportune iniziative volte a reiterare le pratiche di richiesta di finanziamenti occorrenti allo scopo». «Da parte nostra», conclude il priore, «ci facciamo portatori dell’iniziativa da attuare senza meno con il patrocinio dei firmatari del Patto di amicizia in nome di San Berardo stipulato dai sindaci di Pescina, Stefano Iulianella, e Carsoli, Velia Nazzarro, e dai Fondatori dell’associazione il cammino di San Berardo guidata da Alfonsino Scamolla». (p.g.)
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