Minacce al cognato: condannato

17 Settembre 2019

Inflitti all’imputato un mese di reclusione e un risarcimento

SULMONA. Aveva chiesto un maxi-risarcimento per una prestazione odontoiatrica perché non era rimasto soddisfatto dal risultato del lavoro che gli era stato fatto. Ma, accertato il rifiuto del dentista-cognato, ora proprietario di un pub di Introdacqua, lo ha raggiunto telefonicamente e, senza farsi riconoscere alterando la voce, lo avrebbe minacciato di morte. Il procedimento giudiziario che ne è scaturito si è concluso ieri con la condanna a un mese di reclusione (pena sospesa) per minacce aggravate di Marco Molinaro, 42 anni di Sulmona. L'imputato è stato condannato anche al risarcimento della parte civile, che il giudice Concetta Buccini ha liquidato in tremila euro, più 1.800 euro per le spese del processo. Inoltre il giudice ha rimesso gli atti alla procura chiedendo di valutare l’attendibilità della testimonianza della moglie dell’imputato che nel processo aveva cercato di ridimensionare l'accusa. La vicenda risale al luglio del 2015 quando Molinaro, alterando la voce, telefona all’utenza fissa del pub di Introdacqua di cui la parte civile Alberto Giampietro, è proprietario. Alla prima telefonata ne segue una seconda telefonata in cui Molinaro avrebbe detto al cognato, senza farsi riconoscere ma dimenticando di nascondere il proprio numero telefonico: «Hai le ore contate stai attento ai tuoi figli». Spaventato dalle minacce, Giampietro di è recato dai carabinieri che sono risaliti al cognato. All’origine del contenzioso tra i due parenti acquisiti per via delle mogli sorelle, c’era stata la richiesta di 150 mila euro che Molinaro aveva fatto a Giampietro a titolo di risarcimento per un lavoro ai denti che secondo l’imputato oltre a provocargli dei problemi alla bocca, era stato eseguito senza averne titolo. Procedimento che si è concluso in primo grado, con l’assoluzione di Giampietro, difeso in quella sede e in questo processo, dall’avvocato Luca Tirabassi. (c.l.)
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