Minacce e botte alla ex, condannato

Castel di Sangro, all’uomo inflitti trenta mesi. Mandò la giovane in ospedale
CASTEL DI SANGRO. Non avrebbe accettato la fine della relazione con la sua fidanzata al punto da minacciarla continuamente prima per telefono e poi con aggressioni verbali e fisiche costringendola a vivere in uno stato di tensione e paura.
Ieri il giudice del tribunale di Sulmona, Francesca Pinacchio, lo ha condannato a 2 anni e sei mesi di reclusione, al risarcimento della parte civile in separata sede, e al pagamento delle spese processuali. Protagonista e imputato della vicenda giudiziaria un 32enne di Castel di Sangro. Tutto, dicevamo, è partito dalla decisione di una ragazza di troncare la relazione che aveva con il suo fidanzato. Troppo geloso e troppo possessivo: più volte l’aveva accusata di avere relazioni con altri uomini. Una situazione ormai insopportabile, tanto da spingere la ragazza a lasciarlo. Da quel momento è iniziato per lei un lungo calvario fatto di minacce telefoniche e continui pedinamenti, culminato con l’aggressione da parte del suo ex.
Era la sera del 12 febbraio dello scorso anno quando la giovane, che all’epoca dei fatti aveva 22 anni e che nel procedimento giudiziario è stata assistita dagli avvocati Aldo e Gaetana Di Ianni, dopo aver finito di lavorare si era diretta verso casa a bordo della sua auto, così come faceva tutte le sere. Arrivata a destinazione aveva trovato ad attenderla il suo ex, il quale con imperio aveva aperto la portiera salendo sull’auto e iniziando a lanciarle pesanti accuse.
La ragazza, intimorita dall’aggressività del suo ex era scesa dall’auto per cercare di allontanarsi. Ma dopo averla inseguita, il giovane l’aveva scaraventata a terra picchiandola, rubandole il cellulare e mandandola in ospedale con il volto tumefatto, con un trauma del rachide e 20 giorni di prognosi. Ieri è arrivata la condanna per il 32enne. (c.l.)
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