Minacce e maltrattamenti Allontanato marito geloso

Il giudice: «Deve stare distante 500 metri dall’ex moglie e dal luogo di lavoro di lei» La telefonata-choc dell’uomo: «Non ho nulla da perdere, ti mando al Creatore»
L’AQUILA. Incursioni, continue e interminabili telefonate e messaggi telefonici a qualsiasi ora del giorno e della notte alla sua ex moglie, fino a episodi di violenza fisica. Come quando avrebbe schiaffeggiato le figlie, le avrebbe chiuse in una stanza al buio per farle tacere e proseguito poi a picchiare la sua ex coniuge «per morbosa gelosia» nella convinzione che avesse un altro uomo.
Per questi motivi la squadra Mobile, sezione reati contro la persona, ha notificato il provvedimento di divieto di avvicinamento all’ex coniuge a un 46enne, romano, responsabile di stalking e maltrattamenti nei confronti della donna.
La misura cautelare è stata emessa dal giudice per indagini preliminari Guendalina Buccella, su richiesta del sostituto procuratore David Mancini. Le indagini sono state coordinate dal capo della Mobile Tommaso Niglio.
Il provvedimento è scaturito dalle indagini condotte della Mobile, che avrebbero permesso di ricostruire passate e recenti violenze fisiche e psicologiche patite dalla donna, nonché dalle figlie di quest’ultima. Reiterate e quotidiane molestie patite dalla vittima ad opera dell’ex coniuge, dal quale si era separata da qualche mese, concretizzate poi nelle frequenti incursioni nei luoghi frequentati dalla donna, e nelle altre forme di persecuzioni a qualsiasi ora del giorno e della notte, che hanno costretto la vittima a modificare le sue abitudini di vita, impedendole di condurre un’esistenza serena e normale. L’autorità giudiziaria ha emesso il provvedimento che vieta all’uomo di avvicinarsi all’abitazione e al luogo di lavoro della vittima, nonché l’assoluto divieto di qualsiasi comunicazione con quest’ultima e, nel caso di incontri casuali, di tenersi a distanza di almeno 500 metri dalla donna.
Alla base della decisione delle telefonate dal tono inequivocabile. «Io non ho nulla da perdere, vi ci mando davvero al Creatore, se ti vedo con lui ti sparo in faccia... se vuoi ti mando la foto della pistola... io non scherzo».
«A causa dell’indagato», scrive il giudice che ha firmato il provvedimento, «la donna è stata costretta a cambiare le sue abitudini di vita facendosi accompagnare sempre dal padre o da altri per il timore di incontrare il marito».
La tutela alla riservatezza della moglie e, soprattutto, delle figlie minorenni, vieta la pubblicazione del nome dell’accusato.(g.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

