Minacce su whatsapp, condannato

Un anno e 2 mesi al marito violento: la donna l’aveva cacciato di casa e denunciato
CORFINIO. La minacciava continuamente di morte con messaggi sul telefonino. Offese pesanti nei confronti anche dei figli che aveva lasciato senza sostentamento da quando aveva scelto di andare a vivere da solo. Con queste accuse il tribunale di Sulmona lo ha condannato alla pena di 1 anno e due mesi, al pagamento delle spese processuali e delle spese di costituzione in giudizio, al risarcimento della moglie da liquidarsi in sede civile, oltre a una provvisionale di 2.500 euro. Si tratta di S.M., macedone di 41 anni, residente a Corfinio, ma da qualche tempo domiciliato a Pratola Peligna dopo essersi allontanato dalla sua famiglia. Tutto è iniziato quando la moglie dell’uomo, stufa di dover sopportare le angherie di un marito violento e ludopatico, così lo ha definito prima ai carabinieri e poi nella testimonianza resa davanti al giudice, ha deciso di denunciarlo. «Da circa tre anni, purtroppo, mio marito si è avvicinato al gioco delle macchinette, iniziando a rimanere fuori casa per ore, sperperando tutto lo stipendio, non fornendo più assistenza alla famiglia», aveva dichiarato la donna, anche lei di origini macedoni, nel marzo 2018 ai carabinieri. Da lì la serie di messaggi whatsapp con continui messaggi di morte. Messaggi che secondo il difensore dell’imputato, l’avvocato Fabio Cantelmi, non erano altro che un effetto della dipendenza del 41enne dal gioco, come ha provato a spiegare anche al giudice Francesca Pinocchio. Una giustificazione che non è servita ad evitare la condanna. (c.l.)
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