Miniserie per RaiUno, le riprese in città

Nel centro commerciale Globo, con la regia di Marco Risi, si racconta il dopo terremoto all'Aquila
L'AQUILA. Due giorni di riprese al centro commerciale Globo. Proseguono così le riprese di “L'Aquila-grandi speranze”, la miniserie in sei puntate che sbarcherà su Rai Uno a febbraio 2018. Telecamere e troupe hanno fatto breccia in queste ore all'interno dei negozi del Globo per la curiosità dei clienti. Un esperimento interessante, nato dalla collaborazione col Gruppo Cosmo Spa, diretto da Cristian Narducci. «Volevamo sostenere questo lavoro», spiega, «personalmente sono legato a questa terra anche per origini di famiglia e io credo che, in qualche modo, questa serie televisiva sia un importante contributo a far emergere le ferite di questa comunità, ma anche la voglia di rialzarsi». Il titolo “L'Aquila - grandi speranze” evoca l'analogo titolo di un capolavoro letterario come “Grandi speranze” scritto da Charles Dickens e pubblicato tra il 1860 e il 1861. Anche l'opera letteraria parlava di speranza nel futuro dopo un passato di sofferenza e di grande dolore attraversato dal protagonista Pip, un orfano che all'inizio della vicenda ha poco più di 6 anni. Affidata alla Rai e a Idea Cinema, la regia porta la firma di prestigio di Marco Risi, autore di lavori me “Mary per sempre”, “Il muro di gomma”, “Nel continente nero” fino al più recente "Fortapàsc”. Nel cast figurano, tra gli altri, Giorgio Tirabassi, Luca Barbareschi, Valentina Lodovini, Donatella Finocchiaro, Giorgio Marchesi, Francesca Inaudi, Enrico Ianniello e Carlotta Natoli. La serie racconta il dopo terremoto all’Aquila. Una narrazione dal punto di vista dei giovani aquilani: per le riprese sono stati infatti selezionati anche ragazzi delle scuole medie cittadine Dante Alighieri e Mazzini. La sceneggiatura è di Stefano Grasso, Doriana Leondeff, Angelo Carbone e Andrea Saraceni. “L'Aquila - grandi speranze” vuole essere dunque un prodotto rivolto soprattutto a un target di pubblico molto giovane. Infatti, i protagonisti che raccontano le proprie vicende sono ragazzi di 15-16 anni che vivono e raccontano la propria città attraverso i rapporti instauratisi nel tempo tra di loro. Molti fatti raccontati sono presi dalla realtà, ma altri sono stati anche romanzati e sceneggiati. Varie riprese sono state effettuate nel circondario anche grazie all'impiego di molte comparse locali.
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