«Mio figlio con il Covid a Malta bloccato in hotel, Draghi ci aiuti»

21 Luglio 2021

Parla il padre dello studente 15enne di Pescina, doveva rientrare dall’isola una settimana fa: «È lontano dai suoi affetti, siamo preoccupati. C’era stato assicurato che il posto fosse libero dal virus»

PESCINA. «Mio figlio di soli 15 anni è bloccato a Malta dopo aver contratto il Covid. Io e mia moglie siamo molto preoccupati e volevamo raggiungerlo, ma ci hanno sconsigliato di partire. Per cui chiediamo al presidente del consiglio di fare tutto il possibile per farlo rientrare in Italia al più presto». È l’appello disperato lanciato al premier Mario Draghi dal papà dello studente marsicano rimasto bloccato sull’isola dopo una vacanza studio (omettiamo il nome, su richiesta dei familiari, a tutela del minore coinvolto). Il 15enne, di Pescina, è partito il 30 giugno scorso e sarebbe dovuto tornare a casa il 14 luglio. Due giorni prima della partenza è stato sottoposto a un tampone che ha dato esito positivo. Da quel momento è stato trasferito in un Covid hotel di Malta e per lui e la sua famiglia è iniziata un’odissea senza fine. «Per le autorità di La Valletta deve osservare un periodo di quarantena di 14 giorni. Troppi per dei minorenni che hanno contratto il virus lontani dai loro affetti», spiega il padre del ragazzino, «inoltre, siamo preoccupati perché non sappiamo se verranno sottoposti a un tampone di controllo e cosa potrebbe succedere se questo dovesse risultare ancora positivo. Chiediamo alle autorità italiane di interessarsi della vicenda e fare in modo che i ragazzi, anche se positivi, possano tornare finalmente a casa. Siamo disposti a pagare di tasca nostra il volo di rientro».
Alle famiglie degli studenti bloccati sull’isola non è ancora chiaro, infatti, se al termine del periodo di quarantena i ragazzini vengano sottoposti ad un tampone e se il test sarà effettuato a Malta o al loro rientro in Italia. «Ha avuto la febbre per due o tre giorni, ma fortunatamente la saturazione è sempre sopra i 98», racconta preoccupato il papà, «lo sentiamo 3 volte al giorno su Whatsapp e poi ogni sera ci vengono inviati per mail i suoi parametri medici. Anche se a seguirli ci sono un dottore e una referente del tour operator, siamo in ansia sapendo che dei ragazzini di 15 anni sono rinchiusi da soli dentro una stanza al V piano di un albergo».
L’adolescente, infatti, sta trascorrendo la quarantena in compagnia di altri due coetanei, anche loro positivi al Covid, dopo la vacanza studio. «Per fortuna è un ragazzo maturo e responsabile», prosegue il genitore, «ma appare molto disorientato dalla situazione. Non capisco come mai non venga preso in considerazione il fatto che siano dei minori». Il marsicano si trova in isolamento al De Victoria, un covid hotel di Sliema. «Sono partiti per una vacanza studio a cura dell’Inps, organizzata da un tour operator accreditato, prima di fare i bagagli ci avevano rassicurati sul fatto che la destinazione fosse Covid free», conclude l’uomo, «e invece, a quanto pare, così non è stato. Siamo in contatto con il tour operator di Malta, ma dopo l’accaduto non abbiamo ricevuto chiamate né dalla Farnesina né dall’Ambasciata italiana a Malta. Ora il presidente Draghi dimostri di avere a cuore le sorti di questi ragazzi».
Quanto alla situazione Covid nella Marsica: si terrà domani lo screening con tamponi molecolari in programma a Ortucchio, dove si registra un focolaio tra i giovani, con 11 positivi. Circa 100 i test che saranno effettuati dalle 9 alle 11, nei locali dell’ex asilo in piazza Vittorio Emanuele III, con priorità per i familiari dei contagiati e per chi lavora a contatto con il pubblico. Mentre saranno effettuati il 27 luglio, alle 9, nella palestra comunale di Trasacco, i richiami per i 260 lavoratori agricoli che avevano ricevuto la prima dose del vaccino a fine giugno.
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