«Mio figlio senza assistenza del Comune»

3 Gennaio 2020

La denuncia di una mamma: «La scuola è iniziata da quattro mesi e ha problemi di udito». Bignotti: presto risolveremo

L’AQUILA. «Il Comune dell'Aquila ancora non attiva i corsi di assistenza domiciliare ai minori sordomuti, nonostante la scuola sia iniziata oramai da quasi quattro mesi».
La denuncia arriva da Grazia Pezzopane, mamma di un ragazzo di 16 anni affetto da ipoacusia profonda. «Pur essendo portatore di impianto cocleare (orecchio bionico)», spiega la donna, «in base alla legge regionale 32/97 il giovane ha diritto al supporto di un'assistente alla comunicazione che per 4 ore alla settimana lo aiuta nei compiti a casa assegnati dalla scuola. Il Comune, che finanzia il servizio, ogni anno assegna un assistente; il ritardo ci è sempre stato ma molto contenuto. Quando si è insediata, l'attuale amministrazione, l'attivazione del servizio fu addirittura puntualissima, arrivando all'inizio di settembre. Ma stavolta è in ritardo. Gli affetti da ipoacusia profonda», spiega ancora la donna, «se ben riabilitati non pesano sulla società. Infatti mio figlio ci sente regolarmente, ma durante il percorso scolastico si rende necessaria la figura di un'assistente alla comunicazione che lo supporti nello svolgimento dei compiti. L’assessore Bignotti faccia il più presto possibile ad attivare il servizio che all'Aquila, oltre a mio figlio, riguarda solo tre ragazzi, rappresentando quindi anche un costo contenuto per le casse pubbliche».
Il servizio di assistenza extrascolastica per bambini e ragazzi sordomuti è gestito da qualche anno dai Comuni (prima rientrava tra le competenze delle Province), ma sono le regioni a finanziarlo. «Eravamo a conoscenza del problema», replica l’assessore Francesco Cristiano Bignotti, «il ritardo è dovuto al fatto che il Comune non ha ancora ricevuto, dalla Regione, i fondi per l'annualità in corso, per cui abbiamo dovuto provvedere noi a finanziare il servizio, anticipando di tasca nostra la cifra, che lo scorso anno si è aggirata sui 39 mila euro. Risolveremo presto il problema».
©RIPRODUZIONE RISERVATA