Mistero sul materiale radioattivo sparito dalla vecchia cartiera

19 Giugno 2020

Relazione dell’Arta Abruzzo porta alla luce la scomparsa di Krypton dall’impianto dismesso  Informate Procura e prefettura. Una parte sarebbe stata trasferita in un’azienda delle Filippine

AVEZZANO. Sparisce una sorgente radioattiva dalla vecchia cartiera di Avezzano. Un autentico mistero sul quale si sono accesi anche i riflettori della Procura. In fase di riconversione si è persa ogni traccia della fonte di radioattività, a elevato pericolo per l’uomo e per l’ambiente quando non in sicurezza. È quanto emerso in una relazione pubblicata dall’Arta Abruzzo (Agenzia regionale di tutela ambientale) in occasione dei controlli alla vecchia cartiera di Avezzano per la riconversione dell’attività produttiva del 2017. In quella occasione erano stati eseguiti dei controlli programmati per tutto il corso dell’anno successivo e dalla relazione è venuta fuori la scomparsa dell’unità radioattiva.
Nel corso di uno dei sopralluoghi, in particolare quello del 15 ottobre 2018, secondo la relazione dell’Arta, l’allora gestore dell’impianto aveva comunicato che «nella distruzione di una linea di produzione si era verificato lo smarrimento di due sorgenti radioattive».
Si tratta nello specifico di due sorgenti di “kr 85”, che è l’isotopo 85 del Krypton, con una potenza di radioattività pari a 14,4 Giga Becquerel una e 12,9 Giga Becquerel l’altra. L’impianto sembra sia stato ceduto a una società delle Filippine con sede in Quezoncity. Il 13 novembre della stesso anno, quindi un mese dopo, c’era stata la conferma. Sempre secondo la relazione, una delle due sorgenti era stata infatti trovata proprio nella sede di un’azienda filippina. È quindi al sicuro perché ceduta alla Bataan 2020, un produttore leader di carta, cartone e carta di alta qualità nelle Filippine. La società, tra le cartiere più diversificate del settore con produzione di carta da giornale, stampa e scrittura, imballaggi e carta velina, gestisce due cartiere, a Samal Bataan e a Baesa, in Quezon City, producendo oltre 100mila tonnellate di carta all'anno.
L’altra sorgente radioattiva però è irreperibile.
«Dello smarrimento», spiega il documento Arta, «il gestore ha dato comunicazione alla prefettura dell’Aquila, alla Asl, alle direzione provinciale del lavoro e al comando provinciale dei vigili del fuoco». Il kripton trova applicazione in diversi settori dell’industria, e anche per la realizzazione delle lampade a flash per fotografia. Inoltre, è usato dagli anni duemila nei bulbi di alcune lampadine a incandescenza per allungare la vita del filamento. Il suo isotopo 85 Kr trova impiego anche nell’analisi chimica. L’Arta, nella relazione, ipotizza che possa essersi trattato di «un trasferimento o smaltimento senza preventiva autorizzazione di sorgenti radioattive in violazione al decreto legge 230 del 95, un reato punibile ai sensi dell’articolo 137 dello stesso decreto». L’Arta infine ha avvisato l’autorità giudiziaria su questa vicenda.
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