Mobbing, il Comune risarcirà Di Gregorio

14 Marzo 2018

Il giudice del lavoro: il funzionario è stato demansionato, l’ente dovrà pagare 50mila euro per danno biologico

L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila è stato condannato dal giudice del lavoro, Annamaria Tracanna, a risarcire il funzionario Mario Di Gregorio che aveva citato l’ente per mobbing. Il Comune, secondo quanto espresso in sentenza, la cui motivazione non è stata ancora resa nota, dovrà pagare circa 50mila euro per danno biologico (non patrimoniale) in relazione alla sofferenza patita per il demansionamento. Ci sono poi cifre minori che gli sono state attribuite tra interessi legali e differenze retributive: per cui la somma si aggira, complessivamente, sui 70mila euro. Altre richieste sono state rigettate ma, nel complesso, il dipendente comunale ha ottenuto, dopo 3 anni, una vittoria giudiziale netta dopo il ricorso redatto dall’avvocato Isabella Di Benedetto.
Il ricorso era molto duro nei confronti della vecchia amministrazione comunale, accusata di avere «deciso e attuato un annientamento lavorativo» del dirigente Mario Di Gregorio, in pochi anni passato da una messe di ruoli chiave nell’ente pubblico aquilano, a incarichi secondari in un ufficio non strategico. Il legale aveva sottolineato «lo stato di profonda prostrazione psicofisica culminato in un disturbo dell’adattamento con ansia e umore depresso misti, cronico, di entità medio grave» che risulta «invalidante in modo permanente nella misura del 18% chiedendo il rimborso del danno biologico e professionale». L’emarginazione «si compiva definitivamente nel maggio 2014, quando il Comune, valutando negativamente il curriculum del ricorrente, assegnava l’incarico dirigenziale a contratto, rimasto vacante a seguito della revoca, all’architetto Enrica De Paulis, esterno all’ente». Di Gregorio, dopo una condanna a due anni per abuso edilizio, attende ora il processo in appello. Secondo i suoi legali dovrebbe essere assolto visto che il collega Vittorio Fabrizi, con cui avrebbe commesso il reato in concorso, è stato scagionato in secondo grado.
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