Mobilitazione anti-ambientalista dopo lo stop alle nuove piste da sci

Comune e Regione: «Siamo al lavoro con i nostri legali, faremo il possibile per garantire lo sviluppo» La sentenza del Tar ha fermato il mega progetto da 13 milioni per la realizzazione degli impianti
OVINDOLI. La sentenza del Tar dell’Aquila, che ha annullato definitivamente le autorizzazioni concesse da Regione Abruzzo e Comune di Ovindoli per i nuovi impianti da sci e relative piste, ha suscitato una serie di reazioni a catena, prima tra tutte quelle dall’amministrazione comunale. Il sindaco Angelo Ciminelli annuncia una forte mobilitazione contro il provvedimento.
«In tanti si stanno organizzando», ha sottolineato il primo cittadino, «e tra questi anche maestri di sci, associazioni sportive e vari gruppi, per creare un comitato che si opponga a questa assurda decisione».
Per il primo cittadino di Ovindoli inoltre, «la decisione del Tar è inaccettabile».
«Siamo a lavoro», spiega Ciminelli, «con i nostri legali già dal primo momento della notifica della sentenza e insieme ai legali della Regione Abruzzo faremo di tutto per garantire lo sviluppo territoriale compatibile con la natura e le nostre splendide montagne».
La sentenza ha rilevato l’inattendibilità del parere di Valutazione di incidenza ambientale e l’incompatibilità del progetto con la tutela ambientale dell’area e la salvaguardia di alcune rarissime specie animali presenti, in particolare la vipera Ursini. Il Tar ha accolto diversi punti richiamati dalle associazioni ambientaliste riguardanti la tutela degli habitat. La realizzazione delle piste avrebbe comportato lo sbancamento e la distruzione di oltre 10 ettari di rarissimi habitat di prateria di alta quota nel Parco, in una Zona di protezione speciale per l’Ue, con gravissimo impatto sulle specie presenti. I giudici hanno censurato l’operato del Comitato valutazione di impatto ambientale (Via) di Regione e Comune accogliendo diversi dei motivi di ricorso.
Anche il consigliere regionale Simone Angelosante, capogruppo in regione di Valore Abruzzo, già sindaco di Ovindoli e tra i promotori del progetto, si scaglia contro la decisione dei giudici amministrativi. «L’inizio dei lavori», sottolinea Angelosante, «era previsto per la primavera, parliamo di un progetto del 2016 che prevede come primo lotto la realizzazione di tre nuovi impianti di risalita di ultima generazione e sette nuove piste da sci. Le sentenze si rispettano, ma noi non ci arrendiamo e non permetteremo che i fondi vengano destinati altrove. Inoltre, sarebbe una mazzata per il settore turistico e per l’indotto che il nostro territorio. Per i giudici», prosegue il consigliere regionale, «si tratta di modificazioni rilevanti e irreversibili dello stato geomorfologico del paesaggio. Rispettiamo, ovviamente, la sentenza del Tar che blocca gli impianti nuovi di Ovindoli, ma non ci arrendiamo e non la daremo vinta e non permetteremo che i finanziamenti prendano altre strade».
Angelosante sottolinea inoltre come in Regione si stiano già studiando «soluzioni alternative rapide che incrementino la qualità e la quantità del turismo dello sci in quota», arrivando a definire «integralisti» gli ambientalisti che hanno presentato ricorso al Tar. «Batteremo gli integralisti con le loro stesse armi», ha concluso, «perdere una battaglia non significa perdere la guerra».
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