“Molestata dal prete” scrive al papa per il risarcimento

L’avvocato: è una ragazza madre abbandonata da tutti Don Duilio, ex parroco di Trasacco, patteggiò la pena
AVEZZANO. Un avvocato scrive al papa per chiedere il risarcimento da parte della chiesa nei confronti di una ragazza straniera vittima di molestie da parte dell’ex parroco di Trasacco, don Duilio Testa. In sostanza, il legale Cesidio Di Salvatore, che assiste la donna, chiede a papa Francesco di intervenire «in questa sconfortante situazione, laddove una ragazza madre straniera, sprovvista di proprie entrate, sola con una figlia minore, è stata completamente abbandonata, senza che nessuno intervenisse in qualche maniera a lenire perlomeno i gravissimi danni soprattutto morali subiti, per giunta costretta ad abbandonare il paese di Trasacco, dove ha dovuto subire, nell’imminenza dei fatti, anche pesanti ritorsioni».
Il legale interviene anche sulla situazione presbiterale del sacerdote.
«Nel contempo», afferma Di Salvatore, «il parroco don Duilio è stato trasferito dalla diocesi di Avezzano a quella di Sora e continua a celebrare le messe in un paesino vicino ad Avezzano, ma dipendente, come parrocchia, da un’altra diocesi». Rivolgendosi al papa, il legale conclude «ripensando al monito, denso di significato per noi cristiani e non, pronunciato da lei qualche giorno fa in occasione di una visita pastorale: «Uccidere in nome di Dio è sacrilegio. Ci chiediamo come dobbiamo definire commettere la violenza sessuale aggravata su una giovane ragazza madre indifesa? E il fatto che tali gravi e odiosi delitti non siano stati in nessun modo risarciti a tutt’oggi, come dobbiamo configurarlo? Don Duilio Testa, attualmente è parroco a Pescocanale».
Secondo la difesa, il sacerdote, 40 anni fa, fu colpito da impotenza a causa dei contagi della malaria e delle situazioni climatiche estreme che fu costretto a vivere in Congo, dove era missionario. Nei suoi confronti, però, pende una richiesta di risarcimento di 50mila euro nei confronti della donna straniera.
Sempre secondo la difesa, il parroco non avrebbe avuto la possibilità di difendersi da queste pesanti accuse. Infatti, quando è iniziato il processo civile è stata presentata una eccezione per difetto di contraddittorio.
In sostanza, le notifiche arrivavano alla parrocchia di San Cesidio di Trasacco, già lasciata da tempo dal parroco. Nel processo, don Duilio Testa, 84 anni, originario di Castellafiume, ha patteggiato un anno e 40 giorni di reclusione.
Pietro Guida
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