Molestava una parente, condannato

23 Luglio 2020

Telefonate notturne, pedinamenti e messaggi pornografici: otto mesi a un ex assistente di polizia penitenziaria

AVEZZANO. Era accusato di aver inviato decine di messaggi pornografici a una sua parente e di averla costretta a subire continue persecuzioni fino ad arrivare al tentativo di investire il figlio. Ora è stato condannato a 8 mesi di reclusione dal tribunale di Avezzano. Si tratta di C.L., ex assistente capo di polizia penitenziaria, che è comparso ieri mattina davanti al giudice del tribunale di Avezzano con l’accusa di atti persecutori e tentate lesioni. Il pubblico ministero avevano chiesto due anni e sei mesi di reclusione. Per lui l’accusa è di stalking e di tentate lesioni per l’investimento non riuscito, reato per il quale è stato assolto con formula dubitativa, per insufficienza di prove. L’uomo era accusato di aver perseguitato la donna 59enne di Avezzano, con messaggi, sms anche a sfondo sessuale e telefonate notturne. Sempre secondo l’accusa a suo carico, aveva addirittura pedinato la donna più volte. Questa situazione ha rischiato di sfociare anche in un vero e proprio investimento che avrebbe messo in pericolo l’incolumità del figlio 33enne della donna.
I fatti risalgono al giugno del 2012. Alcune telefonate venivano fatte da una cabina telefonica. L’ex assistente capo di polizia penitenziaria, inoltre, inviava alla sua parente anche lettere, sempre anonime, piene di insulti e volgarità. La donna le riceveva soprattutto sul posto di lavoro. La figlia della vittima delle persecuzioni, inoltre, in due diverse occasioni, aveva notato l’uomo entrare in una cabina telefonica. Proprio in quel momento la mamma aveva ricevuto una chiamata “muta”.
Da un controllo era risultato che la telefonata proveniva proprio da quel numero telefonico, che corrispondeva alla cabina in questione, che si trova vicino alla stazione ferroviaria.
Il giudice monocratico, Marianna Minotti, dopo una lunga camera di consiglio, ha emesso la sentenza di condanna a otto mesi di reclusione. L’uomo era assistito dall’avvocato Roberto Verdecchia. (p.g.)
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