«Mollo tutto, qui non si lavora»: commercio in crisi in via Patini

Qualcuno chiude, altri resistono e c’è poi chi non si arrende aggirando gli ostacoli della ricostruzione Imprenditori ancora stretti nella morsa dei cantieri e della ormai cronica mancanza di posti auto
L’AQUILA. C’è chi si lascia andare a fondo, chi galleggia e chi invece si sbraccia il doppio pur di proseguire nonostante l’alta marea. I commercianti di via Patini, apparentemente alla deriva in quell’arcipelago di cantieri che è attualmente il centro storico dell’Aquila in piena fase di restyling, ce la mettono tutta pur di non abbassare la saracinesca delle rispettive attività, anche se con alterni risultati. Così, se da un lato qualcuno si arrende persuaso ormai che il gioco non valga la candela, dall’altro c’è invece chi si ingegna ricorrendo a nuovi strumenti di sopravvivenza imprenditoriale, capaci di avvicinare i clienti anche laddove questi ultimi non sembrano avere alcuna voglia di avventurarsi in un mare in burrasca che non lascia possibilità di attracco.
LA VOCE DEI COMMERCIANTI
«Me ne vado perché qui non si lavora» dice senza troppi giri di parole Luca Passacantando, mentre finisce di vuotare la sua ex attività di abbigliamento, ormai spoglia. «Purtroppo oltre alla crisi del commercio a livello nazionale, qui si aggiungono altre problematiche legate a questa realtà. Nel mio caso», spiega, «ho pagato caro il cantiere in piazza Duomo e i continui ritardi nella sua riconsegna, oltre alla mancanza di posti auto, denunciatami anche dai clienti. E li capisco, perché uscire da lavoro alle 17 e avventurarsi in centro a caccia di parcheggi, per poi ritrovarsi a girare per ore senza mai venirne a capo, è quantomeno scoraggiante. In mancanza di scuole e uffici viene meno per forza di cose quell’ecosistema sociale tale per cui le persone vengano a “sbattere” contro le nostre vetrine, ritrovandosi poi a fare un acquisto che neanche avevano in programma. Abbiamo anche provato ad abbellire la via con una serie di creazioni artistiche che la rendessero più attrattiva, ma purtroppo non è bastato».
«Il centro storico dell’Aquila sta diventando una Pompei tutta abruzzese» dichiara invece Annamaria De Luca, titolare del Sicomoro, bottega di commercio equo e solidale in via Patini 19. «Noi, di fatto, siamo con un piede dentro e uno fuori a livello commerciale e non sappiamo quanto resisteremo di questo passo. Anche perché è estremamente difficile raggiungerci in mancanza di posti auto. Dopo il terremoto siamo stati per 13 anni in un container in periferia» racconta. «Poi abbiamo visto il centro storico ripartire e abbiamo scelto di trasferirci qui. Ed è stato un errore. Adesso spero solo di arrivare all’anno prossimo, quando festeggeremo i 30 anni di attività, ma non è detto che ciò accada»
«Io vado ordinando la merce di settimana in settimana, il che significa che l’attività funziona e di certo non mi lamento» dice invece Chiara Ricci, titolare di un Disney store. «Anche i miei clienti lamentano la difficoltà di raggiungermi in negozio per via dei parcheggi» ammette. «E infatti, quando capita, mando loro delle foto, loro scelgono, e io vado a recapitare direttamente a casa loro la merce richiesta».
I PERICOLI OLTRE I DISAGI
All’ora di pranzo, un tonfo in via Marrelli, a pochi passi da via Patini, aveva intanto fatto scattare l’allarme di commercianti e residenti, già vessati dal degrado e da diversi episodi di spaccio e aggressione. L’edificio pericolante su uno dei due lati della strada ha infatti registrato il ribaltamento della recinzione di protezione che ne impedisce l’avvicinamento, senza ferire alcun passante. Sul posto polizia municipale e vigili del fuoco, subito intervenuti per la messa in sicurezza di ciò che in realtà doveva a sua volta servire proprio alla messa in sicurezza di qualcos’altro.
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