Molti bimbi immigrati vaccinati

13 Luglio 2019

Le operatrici: è il risultato del grande lavoro tra l’Asl e le famiglie

PESCINA . Applicando alla lettera l’articolo 24 della Convenzione Onu sui diritti dei minori e l’articolo 2 della Costituzione, che prevedono il diritto alla salute di tutti i bambini, senza distinzione di razza, lingua e religione, l’ospedale di Pescina si è fatto promotore di un’iniziativa, che dovrebbe essere presa a modello.
Nell’ambito del Servizio di igiene, nell’aprile del 2018, è nato un Centro vaccinale per facilitare l’accessibilità alla prevenzione sanitaria primaria da parte dei bambini immigrati, in particolare di lingua araba, che sono la stragrande maggioranza. Per due ragioni: la prima, perché la maggior parte degli extracomunitari impiegati nell’agricoltura nel Fucino provengono dal Nordafrica; la seconda, perché il Servizio di igiene dell’ospedale, a dispetto di chi vuole chiudere la struttura, abbraccia un territorio che va da Celano a Pescasseroli, con un Centro che accoglie non solo gli immigrati che approdano a Lampedusa, ma anche quelli che gli altri Paesi dell’Ue rimandano indietro. L’équipe del Centro vaccinale, costituito dai dottori Domenico Pompei, primario del Servizio igiene Asl, Enrico Giansante, referente per la Marsica, dalle operatrici sanitarie Noris Todisco Cerasani, Renza Iulianella e Angela Cerasani, e da un mediatore interculturale, si è trovata così ad affrontare una serie di problemi di natura culturale, linguistica, burocratica e amministrativa.
«Se volevamo vincere la sfida», rivela Noris Cerasani, che si occupa in particolare dei bambini, «dovevamo guadagnarci la fiducia delle famiglie. Abbiamo promosso una serie di incontri per spiegare l’importanza dei vaccini e instaurare un rapporto di collaborazione. Gli ostacoli da superare sono stati tanti, sia perché molti genitori non parlano la nostra lingua, sia perché non dispongono di documentazione sanitaria dei Paesi di origine. Per facilitare la comunicazione, con l’aiuto di un mediatore, abbiamo elaborato una scheda in lingua italiana e araba, affinché gli immigrati potessero ricevere tutte le informazioni necessarie per sottoporre i propri figli a vaccino, in ottemperanza alla legge Lorenzin. Nello stesso tempo abbiamo cercato di ricostruire la storia sanitaria di ogni bambino. I risultati raggiunti ci hanno ripagato. Lo dimostrano le lettere che tante famiglie ci scrivono per ringraziarci. Con quest’iniziativa», conclude Noris, «non solo garantiamo il diritto alla salute a migliaia di bambini immigrati, ma ne facilitiamo anche l’integrazione. Il Centro vaccinale dispone di un’area-giochi e una mini-biblioteca, dove bambini italiani e stranieri possono giocare e familiarizzare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA