Monastero Beata Antonia scavi archeologici al via

L’AQUILA. Sono cominciati nei giorni scorsi i sondaggi archeologici nella zona del monastero della Beata Antonia, in via Sassa. Un primo necessario passo per dare il via ai lavori di consolidamento...
L’AQUILA. Sono cominciati nei giorni scorsi i sondaggi archeologici nella zona del monastero della Beata Antonia, in via Sassa. Un primo necessario passo per dare il via ai lavori di consolidamento e restauro del convento. Il Provveditorato alle Opere Pubbliche ha stabilito, con affidamento diretto, che a occuparsi delle opere sarà lo studio associato per l’archeologia SAxA e l’importo di aggiudicazione è di 8mila e 400 euro. Si tratta in particolare di scavi archeologici estensivi e saggi archeologici che verranno completati nel giro di qualche settimana. Per i lavori di restauro e di adeguamento funzionale del complesso, sono stati stimati circa 4milioni di euro. Le opere, una volta cominciate, dovrebbero terminare nell’arco di 24 mesi, secondo la scheda tecnica della Protezione Civile, in collaborazione con ministero e direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici per l’Abruzzo. Il monastero si trova in una delle zone dove la ricostruzione sembra più lenta.
In queste settimane, tuttavia, l’aggregato che circonda la Beata Antonia è interessato da lavori importanti: il più evidente è l’abbattimento dell’edificio d’angolo tra via Sassa e via Sallustio. L’auspicio di tutti, dunque, è che nei prossimi anni la zona possa tornare a essere viva come prima del sisma. D’altra parte, il monastero ha subìto gravissimi danni a seguito del terremoto ed è stato necessario un lavoro di puntellamenti per evitare il crollo totale dell’edificio. Si tratta di un edificio che affonda le sue radici nella storia più antica della città: il monastero della Beata Antonia fu fondato nel 1349 per volontà testamentaria di Giacomo Gaglioffi. Nel 1447 San Giovanni da Capestrano lo affidò alla badessa Antonia da Firenze che lo guidò per sette anni. Papa Urbano VIII ne autorizzò il culto pubblico nel 1848. Il monastero ha custodito il corpo incorrotto della Beata, morta il 29 febbraio 1472, fino al luglio 2006, quando a seguito del trasferimento delle clarisse, è stato spostato nel monastero di Santa Chiara a Paganica. Dopo il terremoto, l’urna è stata trasportata nel monastero delle clarisse di Pollenza (Macerata), da cui è tornata nel 2015.
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