Montacarichi rotto Odissea di una bimba per entrare a scuola

Dieci scalini impediscono il passaggio della sedia a rotelle La madre protesta. Il Comune: «Subito l’intervento»
AVEZZANO. Dieci gradini sono come una montagna da scalare per una bambina in carrozzella, costretta a essere aiutata dai bidelli per entrare a scuola perché il montacarichi funziona a singhiozzo.
L’odissea di un’alunna della scuola Mazzini-Fermi inizia ogni mattina alle 8 quando la mamma l’accompagna a scuola. La bambina di recente ha subìto anche un intervento ed è costretta a muoversi con una sedia a rotelle. I genitori hanno informato il dirigente scolastico e i professori, che subito si sono messi a disposizione della famiglia insieme al personale Ata. La manutenzione del macchinario spetta al Comune. Che non sempre è stato puntuale.
«Il dirigente scolastico» precisa la madre «ci ha subito aiutato, spostando la classe al primo piano, ma per salire quei dieci gradini serve sempre il montacarichi, che purtroppo un giorno funziona e un giorno no».
Da quando è iniziata la scuola l’alunna ha potuto usufruire del piccolo ascensore posto al lato delle scale in poche occasioni. Un analogo disservizio si era verificato l’anno scorso con un altro bambino. Sempre a causa della scarsa manutenzione del Comune.
«Il montacarichi funziona a singhiozzo», continua la madre, «una volta, all’entrata funzionava e all’uscita no, un’altra era rotto. Nella maggior parte delle occasioni i bidelli ci aiutano, sollevando la sedia a rotelle. Sia la scuola che noi genitori abbiamo chiesto al Comune di intervenire perché questa situazione è umiliante per la bambina. Per evitare che gli amichetti la vedono siamo costretti ad andare prima dell’orario di entrata o subito dopo», ha concluso la mamma, «qualche giorno fa il montacarichi è partito e poi si è fermato. Mia figlia è rimasta sopra, al freddo, e si è ammalata».
Il primo cittadino di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, si è fatto carico del problema e ha interessato gli uffici comunali affinché i tempi per risolverlo subiscano un’accelerazione. «Domani (oggi per chi legge, ndc) arriverà l’azienda che ha prodotto il macchinario, che già è stato aggiustato una volta dal tecnico locale», ha evidenziato l’ingegnere Francesco Di Stefano dell’ufficio tecnico del Comune, «ciò non è stato sufficiente, visto che si è guastato nuovamente. Per questo sarà la ditta produttrice a revisionare tutto l’impianto e a sostituire le schede qualora ve ne fosse la necessità».
Eleonora Berardinetti
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