Montagna contesa: il Comune prende l’area di Santogna

4 Marzo 2023

Scelto il gruppo di dirigenti che dovrà vigilare sull’enclave Ma è la Regione Lazio a fissare regole e vincoli sui boschi

L’AQUILA. L’Aquila prende in consegna l’area di Santogna, sua enclave nel Reatino. Il Comune ha infatti costituito un gruppo di lavoro e nominato il Responsabile unico del procedimento (Rup) con un atto «per l’attuazione del Piano di gestione e assestamento Forestale del demanio aquilano di Santogna nel Comune di Leonessa (Rieti). Il gruppo di lavoro è costituito dai dipendenti comunali Dina Del Tosto e Alessio Fiorini. Rup è Giovanna Dionisi.
Tutto nasce dal fatto che la Regione Lazio ha approvato tempo fa “il piano di gestione e assestamento forestale del demanio di uso civico dell’Aquila di Santogna”. Il piano è valido fino al 2030. Una approvazione che ha chiuso una annosa polemica fra il Comune di Leonessa (e altri comuni laziali) e quello dell’Aquila al quale decenni fa fu riconosciuta la proprietà dell’area in questione. Leonessa in particolare contestava la cattiva gestione dell’area naturalistica da parte del Comune dell’Aquila che invece, secondo l’ente reatino poteva «essere meglio sfruttata anche dal punto di vista del turismo ambientale».
La Regione Lazio aveva approvato il piano per la gestione della zona dopo avere però avanzato una serie di prescrizioni che L’Aquila ha dovuto accettare. Eccone alcune. Per quanto riguarda i tagli boschivi «si prescrive che nei casi dove i confini della particella forestale oggetto di intervento, non siano ben evidenti (zone boscate non divise da strade, fossi, sentieri, macere, recinzioni) le particelle vengano perimetrate attraverso la segnatura, sugli alberi, con doppio anello di vernice, ovvero, il sorvegliante al taglio definisca con la ditta aggiudicatrice la soluzione che garantisca la proprietà e l’impresa stessa. Gli interventi intercalari (avviamenti e diradamenti), possono essere consentiti tutto l’anno purché la superficie annua non sia superiore ai 30 ettari e, sebbene fortemente auspicabili, non sono da ritenersi obbligatori e possono realizzarsi nell’anno successivo in cui sono previsti e, comunque, entro il periodo di validità del piano. Vanno preservate le specie secondarie per mantenere un più alto livello di biodiversità».
E ancora: «Il Comune dell’Aquila deve avere un registro degli animali al pascolo nel quale riportare annualmente: le specie animali; il numero dei capi; gli estremi identificativi dei capi; gli estremi identificativi del proprietario; la durata del pascolamento; l’area destinata al pascolo; l’importo della fida pascolo. Per gli alberi monumentali che dovessero riscontrarsi su tutto il territorio della proprietà valgono le norme regionali e nazionali e quindi per questi alberi devono essere messe in pratica tutte le azioni volte alla loro salvaguardia e valorizzazione nonché avviare l’iter per la loro gestione». Poi: «Per quanto riguarda la viabilità: sono consentite le operazioni di manutenzione ordinaria e, qualora si presentasse l’esigenza di ampliare la viabilità presente con interventi straordinari, allora saranno coinvolti gli enti deputati al rilascio di nulla osta-pareri di settore; per un eventuale recupero o eventuale realizzazione ex-novo di strade, vengano acquisiti i pareri da parte degli enti competenti, così come indicato nelle normative. Vanno fatti salvi eventuali diritti di terzi gravanti all’interno del territorio oggetto di pianificazione stabilendo l’obbligo di acquisire, preventivamente all’esecuzione dei lavori, i titoli abilitativi derivanti da possibili ulteriori vincoli esistenti. Fare riferimento, per i tagli boschivi, a imprese forestali iscritte all’elenco regionale e, contestualmente alla consegna dei lotti alienati, se ritenuto opportuno, individuare il sorvegliante al taglio, anche tra il personale dell’Ente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA