Montanari: «Vanno pagate le multe inflitte dal T-red»

Il comandante della polizia locale rompe il silenzio: «Linea bianca ben tracciata Il consiglio non può indurci all’annullamento tombale dei provvedimenti»
AVEZZANO. Le multe inflitte dal T-red all’incrocio tra via XX Settembre e via dei Fiori vanno pagate. A dirlo è il comandante della polizia locale, Luca Montanari, vista la confusione che regna in città: 13mila sanzioni da dicembre, un’inchiesta della Procura, polemiche e ricorsi a raffica.
Continuano ad arrivare verbali. Ma il T-red non è spento dal 13 maggio?
«Certo, l’amministrazione a quella data aveva disposto una temporanea disattivazione del dispositivo per effettuare un’analisi dei dati, anche al fine di valutare se fosse necessario apportare correttivi. Quindi dal 14 maggio non sono state scattate nuove foto. I verbali di questi giorni si riferiscono alle foto fino al 13 maggio e l’utente ha tre possibilità: paga la multa, può fare un motivato ricorso entrando anche nel merito oppure può fare un’istanza di annullamento in autotutela, ma solo per vizi procedurali, come notifica tardiva, targa errata e altro».
Nell’ultimo consiglio è stata approvata una delibera di annullamento in autotutela delle sanzioni. Molti sono disorientati. Che sta succedendo?
«Il pericolo per questi utenti è concreto, perché sono state divulgate da più parti notizie esagerate e tendenziose. A oggi la delibera non ha terminato l’iter burocratico interno all’ufficio di segreteria generale e non è stata pubblicata sull’albo pretorio, per cui non è efficace. In più, al comando della polizia locale non è stato ancora trasmesso il contenuto approvato nella versione finale, di fatto precludendogli ogni azione al riguardo. La legge non conferisce al consiglio il potere di esternare una volontà politica per indurre un corpo di polizia all’annullamento tombale di provvedimenti tecnici, tanto più se di natura sanzionatoria come i verbali al codice della strada. La legge attribuisce tale esclusivo potere solo a prefetto, giudice e, in autotutela, allo stesso organo laddove rilevi un suo errore a seguito di istanza del diretto interessato».
E per quanto riguarda invece l’ormai nota doppia linea?
«I video del dispositivo non evidenziano mai alcuna possibilità di equivoco per doppia linea di arresto. Ma facciamo un esempio e per un solo istante tolleriamo il contrario: coloro che sono transitati senza incorrere in alcuna sanzione, la maggioranza, dimostrano che non vi è equivoco, che la doppia linea di arresto non esiste e che l’unica esistente, la prima che s’incontra, bianca e ben tracciata, può essere rispettata. La polizia locale, già da prima che venisse approvata la delibera, stava e sta provvedendo a tutelare i cittadini attraverso l’annullamento in autotutela delle le situazioni che presentano una qualche inesattezza di procedura».
È in circolazione una relazione tecnica realizzata da privati secondo la quale l’arretramento della linea di arresto rappresenterebbe un elemento ingannevole. Cosa ne pensa?
«Mi hanno mostrato un documento intriso di grossolani errori e scadenti inesattezze, capace di indurre in errore. Il punto dove è tracciata la linea di arresto è totalmente sganciato dalle dinamiche della circolazione, nonché di funzionamento del semaforo, in particolar modo dalla tempistica di accensione delle luci, soprattutto quella gialla. Ciascuno deve regolare la velocità del proprio veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico, si sia sempre in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile».
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