Montanaro: rischio crollo per il Ponte dei martiri

TRASACCO. A rischio crollo il Ponte dei cinque martiri dei Tre portoni, trucidati durante la Seconda guerra mondiale. Un simbolo, prima che un’opera architettonica, che rischia di frantumarsi a...
TRASACCO. A rischio crollo il Ponte dei cinque martiri dei Tre portoni, trucidati durante la Seconda guerra mondiale. Un simbolo, prima che un’opera architettonica, che rischia di frantumarsi a causa dello staccamento di alcune pietre. Si tratta dei tre archi dove si trovano le paratoie di Fosso 38 nel Fucino. Lo storico manufatto è stato realizzato ai primi del ‘900 e aveva la funzione della distribuzione delle acque alte. Serviva infatti a mettere a regime le acque dell’allacciante meridionale con le idrovore di Borgo Ottomila. La competenza è del Consorzio di bonifica ma la Regione dovrebbe finanziare l’intervento, si tratta infatti di uno dei luoghi del Fucino in cui la manutenzione va fatta dal Consorzio ma su finanziamento regionale. Il territorio è quello lungo la Provinciale tra Trasacco e Ortucchio. «Ho fatto già dei solleciti al Consorzio di bonifica, ma per ora non è cambiato nulla», spiega Tonino Montanaro, presidente dell’Avis di Trasacco ed ex sindacalista, «stiamo provando in tutti i modi. Ho anche parlato con un tecnico del Consorzio che ha dato delle rassicurazioni. Ci sono due tipi di problemi, perché da un lato si perde un valore storico e dall’altro si rischia il crollo di un bene architettonico. Si sta sgretolando da più di un anno. Eppure», continua Montanaro, «sono stati fatti lavori di pulizia del fosso, nonostante ci sia ancora immondizia, quindi è stato visto cosa sta accadendo. Se dovesse cadere, il danno sarebbe irreparabile. Ci teniamo tanto come cittadini e se non verrà salvato qualcuno ne pagherà le conseguenze». Sulla struttura c’è anche una lapide intitolata ai “Martiri dei tre portoni” a cui è dedicato anche un monumento in piazza a Trasacco. Insomma, la popolazione chiede un intervento immediato visto che dalla base si stanno staccando le pietre portanti e potrebbe collassare l’intera struttura. A quel punto gli interventi di ristrutturazione sarebbe ingenti. (p.g.)
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