Monti sopra Arischia: il rogo ha aumentato il pericolo delle frane

Il documento: «Condizioni modificate a ponte Pescine» Le cause: l’incendio e la bomba d’acqua dell’estate 2020
L’AQUILA. Gli incendi del 2020 nella zona a monte di Arischia, frazione dell’Aquila, al confine con il Comune di Pizzoli, hanno accresciuto il rischio idrogeologico – quindi di frane – dell’area denominata “ponte Pescine”. È l’estrema sintesi di un nuovo studio pubblicato dal Comune, il “Piano stralcio per l’assetto idrogeologico dei bacini idrografici di rilievo regionale-revisione degli areali a pericolosità da frana elevata e molto elevata interagenti con le previsioni della ricostruzione nei Comuni interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016”. Si tratta di una proposta di aggiornamento del Piano di assetto idrogeologico alla luce dei terremoti e degli incendi recenti. Su ponte o “Fosso” Pescine, il Comune dell’Aquila più di un mese fa ha avviato, con una determina, l’iter per affidare la progettazione dei lavori di messa in sicurezza e ripristino.
LO STUDIO
Nella proposta di aggiornamento del Piano per l'assetto idrogeologico (Pai) relativa ad Arischia e in parte anche a Pizzoli (zona Vallicella) si suggeriscono però ulteriori approfondimenti di tipo scientifico per mettere in atto azioni di difesa il più efficaci possibili. «L’area di indagine coinvolge la parte nord-ovest dell’abitato di Arischia e comprende la valle del Fosso delle Pescine sul versante sud-ovest del rilievo di Colle delle Macchie-Colle di Ovindoli», si legge nello studio. «È caratterizzata da frane per colata detritica e frane diffuse per crollo e ribaltamento in stato di attività variabile da attivo a inattivo. Il fondovalle è stato interessato in passato da importanti fenomeni di colata detritica che hanno percorso tutto il vallone e si sono sviluppati sulla piana antistante nell’area nord-ovest dell’abitato di Arischia».
L’INCENDIO
«A seguito di un incendio verificatosi tra luglio e agosto 2020», sottolinea lo studio, «un’ampia porzione della vegetazione arborea presente sul versante e sulla valle di Fosso delle Pescine (naturale e di rimboschimento) è stata bruciata. Un’analisi da immagini da satellite ha consentito di delimitare l’estensione dell’area incendiata che copre un totale di circa il 55% del bacino e circa il 32% con intensità elevata. A seguito di questo evento, un fenomeno di precipitazioni intense occorso a settembre 2020 ha determinato lo sviluppo di colate di cenere, detrito e acqua, che hanno coinvolto la parte nord-ovest dell’abitato di Arischia. Lungo il Fosso delle Pescine sono state realizzate in più fasi opere di difesa che hanno in gran parte stabilizzato i fenomeni di colata detritica. Tuttavia, in particolare in seguito al danneggiamento e eliminazione della vegetazione arborea a causa dell’incendio dell’agosto 2020, il potenziale sviluppo dei fenomeni di colata detritica deve essere analizzato tramite modellazione numerica con software specifici al fine di valutare possibili aree di invasione in relazione alle opere di difesa presenti e a scenari di eventi meteorici critici. L’evento verificatosi dopo l’incendio, nel settembre 2020, per quanto abbia determinato danni lievi, è un’indicazione della modificata condizione del versante e dell’area. Allo sbocco del vallone sul versante destro e sinistro, in corrispondenza di scarpate e versanti di faglia in rocce cataclastiche, sono presenti aree a franosità diffusa».
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