Monumenti ai caduti, partito il restauro

19 Gennaio 2022

L’AQUILA. Sono in corso i lavori di manutenzione e restauro dei monumenti ai Caduti ricadenti in tutto il territorio comunale dell’Aquila. Per l’esattezza sono 37 i luoghi della memoria dedicati ai...

L’AQUILA. Sono in corso i lavori di manutenzione e restauro dei monumenti ai Caduti ricadenti in tutto il territorio comunale dell’Aquila. Per l’esattezza sono 37 i luoghi della memoria dedicati ai caduti in guerra. Si tratta di un intervento avviato dall’assessore alle Opere pubbliche, Vito Colonna, che ha incaricato gli uffici comunali di provvedere a un censimento dei monumenti esistenti ottenendo la creazione di un capitolo ad hoc per la regolare la manutenzione ordinaria e straordinaria di questi luoghi della memoria.
«La cura dei monumenti», ha dichiarato l’assessore Colonna, «è un atto di rispetto verso i caduti di tutte le guerre, necessario per la conservazione della memoria di chi ha dato la vita per offrirci, anche indirettamente, un futuro migliore, sia vestendo una divisa militare e ottemperando ad un obbligo di legge, ma anche di chi volontariamente si è immolato per la collettività». I lavori di manutenzione e restauro dei monumenti ai Caduti di guerra possono considerarsi la naturale prosecuzione delle attività volte alla salvaguardia della memoria patriottica collettiva, culminate con l’approvazione in consiglio comunale di un ordine del giorno presentato dai consiglieri Silvia D’Angelo, Ersilia Lancia e Giancarlo Della Pelle per l’attribuzione della cittadinanza onoraria al Milite ignoto, nel centenario della traslazione delle sue spoglie all’altare della Patria. L’attività di cura e conservazione dei monumenti, cominciata all’inizio di dicembre partendo da San Vittorino, è proseguita a San Giacomo, Camarda e andrà avanti nel resto del territorio comunale.
«Sono fermamente convinto», ha concluso l’assessore Colonna, «che il ricordo e la memoria degli atti di eroismo, abnegazione e amore per la libertà dei nostri Caduti possano contribuire in modo concreto a rendere forti gli animi delle nuove generazioni, non perché debbano consumarsi in guerra, ma perché possano affrontare con dignità la vita di tutti i giorni».
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