Monumento ai caduti, nomi da riscolpire

4 Novembre 2017

Sulla lapide le iscrizioni cancellate dal tempo. La Di Marzio: stiamo lavorando al progetto

SULMONA. Si punta a riscrivere sulla lapide del monumento dei caduti i nomi cancellati dal tempo e scolpiti nella storia delle vittime di guerra. La Soprintendenza dei beni culturali – sollecitata dal presidente del consiglio comunale, Katia Di Marzio, ha eseguito una perizia per trovare il modo migliore per riscolpire i nomi sulla pietra, senza intaccare il monumento e comprometterne il valore storico e culturale. Il sopralluogo degli esperti delle Belle arti è stato fatto venerdì, ma si attende ancora la relazione tecnica in Comune per capire il da farsi. Anche se una prima ricostruzione storica e calligrafica dei nomi mancanti e di quelli con errori di trascrizione è stata già avviata dallo storico ed esperto di toponomastica Fabio Valerio Maiorano. Un lavoro certosino e meticoloso che è stato cominciato dal generale Italo Giammarco dell’associazione nazionale Il Fante. «Stiamo lavorando al progetto e restiamo in attesa dell’esito del sopralluogo», interviene la Di Marzio, «teniamo molto a questa cosa e non vogliamo più celebrare ricorrenze senza dare il giusto omaggio a chi ha dato la vita per la nostra libertà». Le dichiarazioni della presidente del consiglio comunale arrivano alla vigilia della cerimonia del 4 novembre che si tiene stamattina alle 11 proprio in piazza Carlo Tresca. La giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate è una ricorrenza istituita nel 1919 per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale. Per rimettere mano al monumento di piazza Tresca occorrerà reperire anche i fondi necessari. «Il nostro impegno c'è», aggiunge Di Marzio, «ora dobbiamo solo capire come concretizzare la cosa, altrimenti non avremmo coinvolto la Soprintendenza, che si è mostrata molto attenta nei confronti della questione. Del resto, è un fatto di giustizia e di storia». Risale al 2004 l’ultimo intervento di rimessa a nuovo delle lastre di marmo sull’opera, che fu inaugurata nel 1922 su un progetto dello scultore Granata. La statua in bronzo, invece, creatura della maestria dell’artista sulmonese Umberto Malvestuto, è più recente.
Da più parti sono arrivati appelli a restaurare il monumento e soprattutto a ridare la giusta dignità ai caduti di guerra. Un invito caldeggiato soprattutto dalle varie associazioni combattentistiche e d’arma e anche dagli ultimi valorosi esponenti della Brigata Majella. (f.p.)
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