Morì sbalzato dall’auto L’amico sotto processo

L’AQUILA. Il gup del tribunale ha rinviato a giudizio un tunisino residente all’Aquila, Mohamed Ben Mostafa, 38 anni, accusato di omicidio stradale per un incidente avvenuto sulla strada provinciale...
L’AQUILA. Il gup del tribunale ha rinviato a giudizio un tunisino residente all’Aquila, Mohamed Ben Mostafa, 38 anni, accusato di omicidio stradale per un incidente avvenuto sulla strada provinciale 17, tra Collepietro e Popoli, nel quale morì un ragazzo straniero che era con lui, Viore Vasile Muscaru.
I fatti si sono verificati il 29 marzo del 2017, ma il decesso ci fu il 4 aprile successivo. L’imputato e la vittima erano a bordo di una Volkswagen Golf guidata dal tunisino, insieme ad altre due persone. Il gruppo di giovani operai si stava dirigendo in un cantiere per motivi di lavoro,
La macchina sbandò e si rovesciò finendo in un canale di scolo per poi ribaltarsi dopo aver urtato una pietra miliare: la vittima venne sbalzata fuori dall’abitacolo. Secondo i rilievi fatti dai carabinieri, alla base della tragedia ci fu una velocità eccessiva per le condizioni della strada, visto che la macchina stava marciando tra i 71 e i 77 chilometri orari. Sempre secondo gli agenti del traffico potrebbe essere stato determinante anche il fatto che uno degli pneumatici, quello anteriore sinistro, era vecchio di 18 anni. Si trattava della ruota di scorta che era stata cambiata di recente, ma secondo gli investigatori era comunque troppo vecchia e, dunque, non doveva essere utilizzata. Inoltre il fatto che la vittima sia stata sbalzata fuori dall’abitacolo lascia pensare che non sarebbero state utilizzate le cinture di sicurezza. Ma questo è un onere che ricade sul conducente dell’auto. Ferite non gravi per gli altri che erano in auto.
Il processo, disposto dal gup Giuseppe Romano Gargarella, si terrà il 10 aprile. Nel corso dell’udienza l’imputato sarà assistito dagli avvocati Vincenzo Salvi e Cristiana Burgamazzi mentre la parte civile è rappresentata dallo studio legale di Maria Teresa Di Rocco. (g.g.)
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