Morandi-De Nino, via alla progettazione

19 Gennaio 2018

La Provincia valuterà le differenze di costo tra l’eventuale ricostruzione o l’adeguamento della scuola

SULMONA. Via all’affidamento della progettazione esecutiva per il Morandi-De Nino. Il presidente della Provincia Angelo Caruso, d’intesa con il consigliere delegato all’edilizia scolastica Gianluca Alfonsi e il consigliere provinciale Mauro Tirabassi, fa sapere che si insedierà la commissione per l’apertura delle offerte pervenute. Quindi verosimilmente ci sarà l’avvio entro un mese della progettazione articolata in varie fasi successive, una delle quali prevede uno studio di convenienza economica tra un eventuale abbattimento e ricostruzione o adeguamento antisismico della struttura. «Questa amministrazione provinciale», spiega Caruso, «ha sempre seguito con attenzione le problematiche dell’istituto e ha manifestato l’intento di riportare nella città di Sulmona l’intero distretto scolastico, per restituire certezza ma anche sicurezza a famiglie e studenti. Ricordiamo che ente attuatore dell’intervento è il Provveditorato alle Opere pubbliche dell’Aquila con il quale, questa Provincia, è costantemente in contatto. L’impegno e il lavoro di questo ente per i territori è continuamente provata dalla quotidiana attenzione per ogni esigenza o problematica».
La scuola di via D’Andrea è stata chiusa ad ottobre 2014 dopo i sigilli della Finanza sulle opere di ristrutturazione sismica non a norma. Intanto, tra rimpalli burocratici e lungaggini della giustizia, i circa 400 studenti degli Istituti per geometri e ragionieri sono stati trasferiti da quattro anni all’Iti di Pratola, tra le proteste dei genitori, degli stessi alunni e dei commercianti che gestiscono attività nei pressi della struttura sotto sequestro.
Sono ingenti, infatti, gli incassi persi da bar, tabaccherie, cartolerie e librerie che hanno aperto l’attività proprio intorno alla scuola. Resta, inoltre, in abbandono il piazzale dell’istituto, con vetri rotti, erbacce e sporcizia accumulati in tre anni di chiusura. Per questo si sta pensando a strade alternative per riportare gli studenti in città, come proposto inizialmente dal comitato di ex docenti. Le irregolarità dell’inchiesta sui lavori non a norma dei pilastri sismici riguardano, in particolare, i corpi di fabbrica 1 e 3 dell’edificio scolastico, oggetto di lavori di adeguamento sismico, dichiarati urgenti dopo il sisma del 2009. (f.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .