Morelli (FI): Di Benedetto attaccato alla poltrona

24 Aprile 2017

Presidenza della Gran Sasso Acqua, Forza Italia: «Troppi intrecci di potere» Albano (Pd): polemica povera di contenuti, contano i risultati positivi di Chicco

L’AQUILA. La presidenza della Gran Sasso Acqua infiamma la campagna elettorale. «Americo Di Benedetto è incollato alla poltrona. Un candidato sindaco in perfetta continuità amministrativa con la giunta Cialente», la sferzata del coordinatore comunale di Forza Italia, Stefano Morelli. Di rimando, Stefano Albano, segretario comunale del Pd: «Il centrodestra è talmente privo di argomenti, che si attacca a queste sciocchezze per sollevare polvere. Si guardi, piuttosto, al grande lavoro svolto, in questi anni, da Di Benedetto».

La richiesta di dimissioni dalla guida della Gran Sasso Acqua, avanzata dal centrodestra e dal movimento civico “L’Aquila chiama” è stata rinviata al mittente da Di Benedetto, che parla di «un passo improponibile, in questo momento, per il bene dell’azienda e della città».

LA POLEMICA. «Fa piacere vedere che Di Benedetto si è svegliato dal torpore», afferma Morelli, «ma invece di un’assunzione di responsabilità con le dimissioni da presidente della Gran Sasso Acqua, ha deciso di restare incollato alla poltrona motivando la scelta con la sua insostituibilità, per i mesi di aprile maggio e giugno. Non si comprende perché tale impossibilità di essere sostituito cesserebbe di colpo con la sua malaugurata, e poco scontata, ipotesi di elezione a sindaco dell’Aquila».

POLTRONA COMODA. «Capisco che la poltrona di presidente della Gsa è, per Di Benedetto, il collante del rapporto con quegli ambienti di potere che lo hanno aiutato a vincere le primarie, ma è proprio questo intreccio di interessi e clientele che lo fanno il meno adatto ad essere sindaco dell’Aquila», attacca Morelli, «la sua attenzione sarà rivolta solo ai personaggi che lo hanno appoggiato e non a noi aquilani».

COME CIALENTE. Tutto come in passato, il giudizio di Morelli, che aggiunge: «Proprio questo legame lo porta ad essere il giusto candidato di Lolli, di Cialente e della Pezzopane che, a quegli interessi, guardano come loro mission politica. Di Benedetto rappresenta la continuità amministrativa con la giunta Cialente. Ricordo che sollevai, all’epoca della sua nomina fuori dai termini di legge, molte perplessità che, oggi, ci portano a pensare ad un interessamento dell’Anac per chiarire definitivamente la legittimità di tutti gli atti posti in essere dal periodo del suo rinnovo ad oggi».

STERILE QUERELLE. «Il centrodestra è povero di argomentazioni valide. Solo 15 giorni fa ha deciso di scendere in campo con un candidato unico e adesso si appella ad una sciocchezza, come se l’argomento principale di cui discutere sia la presidenza della Gran Sasso Acqua», evidenzia Albano, «il mandato di Americo scade a giugno: non si comprende tutta questa fretta nel chiedere un cambio al vertice dell’azienda. Rattrista la povertà di contenuti del centrodestra, che è dilaniato e pieno di contrapposizioni interne. Quello di Di Benedetto, alla guida della Gsa, è stato un impegno enorme, che ha portato evidenti risultati, il centrosinistra sta costruendo un percorso sui programmi e ciò che serve realmente alla città. La nostra campagna elettorale sarà impostata su argomenti di livello, non su sterili polemiche».

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