Morgese rinuncia ai fondi «TeatroZeta viene svilito»

4 Febbraio 2021

Il regista e attore non firma per protesta il rinnovo della convenzione col Comune «Dopo anni di ricerca di dialogo vogliamo risposte sulla gestione della cultura»

L’AQUILA. Non metterà la firma sul rinnovo annuale della convenzione triennale attraverso cui il Comune assegna i contributi agli enti Fus che operano sul territorio. Una scelta inattesa, di protesta, quella dell’autore e attore teatrale Manuele Morgese a nome e per conto dell’assemblea soci del TeatroZeta.
In una conferenza in presenza nel Foyer del Parco delle Arti, Morgese ha spiegato le ragioni di questo strappo che si presenta come un gesto tutt’altro che simbolico: il TeatroZeta rinuncia di fatto al contributo ordinario annuale di 3mila euro. Certo, poca cosa rispetto ai 53mila assegnati all’Isa, ai 27mila alla Barattelli, i 40mila alla Lanterna Magica o gli oltre 100mila al Tsa. Ma sicuramente una somma a cui non si fa a meno a cuor leggero in un momento delicato come questo. «L’impegno civile dimostrato da TeatroZeta attraverso le sue produzioni si traduce da anni in una missione di carattere socio-culturale e artistica che coinvolge la comunità aquilana e in particolare i più giovani», ha detto Morgese. «È per questo motivo che, dopo anni di ricerca di dialogo e difficile confronto con l’amministrazione comunale e in particolare con il sindaco Pierluigi Biondi, abbiamo deciso caparbiamente di ottenere le giuste e necessarie risposte in merito alla gestione dei rapporti tra il Comune e gli enti culturali della città». Una situazione legata anche ai Cantieri dell’Immaginario che hanno visto il TeatroZeta in una posizione piuttosto marginale. «Si parla dei contributi annuali ordinari del Comune agli enti del fondo unico dello spettacolo (Mibact)», ha aggiunto, «fondi che alla luce della pandemia e di un futuro incerto e difficile andrebbero utilizzati in maniera coerente e in ottica di investimento e promozione delle istanze delle nuove generazioni». Di qui l’affondo: «Soggetti come il Cinema e il Teatro Zeta – che offrono soprattutto alle nuove generazioni un esempio di vita all’altezza delle sfide della globalizzazione, degno di un capoluogo illustre come L’Aquila – non possono essere sviliti e relegati come centri privati secondari di divertimento e passatempo da sala da biliardino».
Le piccole realtà scontano anni di inerzia. «Il sindaco, da quando è stato eletto nel 2017, non ha risposto a nessuna delle istanze avanzate dal TeatroZeta (l’ultima pochi giorni fa)», ha ricordato, «tantomeno alle numerose telefonate del sottoscritto finalizzate a chiarimenti e dialogo. C’è da chiedersi se l’amministrazione comunale, dunque, si sia accorta che la città ha avuto in dotazione un nuovo teatro dal 2012 e un nuovo cinema dal 2018 (eletto nel 2020 Cinema d’essai dal Mibact). Per fortuna i cittadini, soprattutto i più giovani», ha concluso Morgese, «con la loro presenza sono ben consapevoli dell’esistenza dell’importante struttura del TeatroZeta e giustificano e condividono la necessaria richiesta di trasparenza da me avanzata al sindaco».
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