Morta per un’infezione Sotto inchiesta 5 medici

3 Ottobre 2014

La donna ricoverata dopo un malore, il figlio ha presentato una denuncia Per la Procura è omicidio colposo: «Ci sono state imprudenza e negligenza»

AVEZZANO. Cinque medici dell’ospedale di Avezzano sono sotto inchiesta per la morte di una donna. L’ipotesi di reato nei loro confronti è quella di omicidio colposo.

Il presunto caso di malasanità si riferisce al decesso di una paziente di Trasacco, avvenuto il 20 aprile 2012.

Di fronte al gup del tribunale, per l’udienza preliminare fissata martedì 16 dicembre, dovranno comparire L.S., G.C.B., D.D.B., A.S., G.C., tutti in servizio all’ospedale di Avezzano. L’inchiesta è scattata dopo la denuncia presentata da A.L.D.C., figlio di E.M., la donna defunta. Quest’ultima è stata ricoverata in ospedale l’8 aprile 2012 per un grave versamento pleurico.

Secondo la Procura, i cinque medici «nonostante il grave stato clinico, connotato anche da insufficienza renale e iperglicemia, condizioni tali da predisporre la paziente a contrarre infezioni, per imperizia, imprudenza e negligenza nell’esercizio della professione medica, cooperavano nella produzione dell’iperpiressia (febbre molto alta, oltre i 40°) della paziente e del suo conseguente decesso». In particolare, due medici hanno praticato alla donna una toracentesi senza la previa somministrazione di una cura antibiotica idonea a prevenire il rischio di infezione».

Gli altri medici, invece, sempre secondo le accuse «nel redigere le schede terapeutiche, omettevano, fino al 15 aprile 2012, di predisporre il drenaggio, unico modo per evacuare il citato versamento pleurico e scongiurare il rischio di infezione».

L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Roberto Savelli. Al momento della denuncia c’è stata un’acquisizione di cartelle cliniche.

L’8 aprile 2013 il pm aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, inizialmente a carico di ignoti. L’11 marzo di quest’anno il giudice per le indagini preliminari Paolo Andrea Taviano ha respinto la richiesta.

Il figlio dell’anziana, assistito dagli avvocati Franco Colucci e Nicola Grasso, nel corso dell’udienza preliminare di dicembre deciderà se costituirsi parte civile.

I medici imputati sono difesi dagli avvocati Antonio Milo, Alfredo Iacone e Leonardo Casciere.

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