Morte a Roio, l’addio a Luca Moro oggi a San Bernardino

Alle 15,30 l’ultimo saluto all’ex capitano dell’Oratoriana Gli amici commossi: un vuoto incolmabile la sua scomparsa
L’AQUILA. Saranno celebrati oggi i funerali di Luca Moro, ex calciatore e capitano dell’Oratoriana, sposato e padre di due figli, morto tre giorni fa a soli 38 anni per una caduta sulla pista ciclabile di Roio mentre era in sella alla sua mountain bike a pedalata assistita.
L’addio si terrà alle 15,30 nella basilica di San Bernardino in centro storico. Un addio che vedrà la partecipazione di tanta gente tra cui molti ex atleti che hanno condiviso con lui la passione per il calcio dilettantistico per i quali la sua scomparsa «è un vuoto incolmabile».
Moro, che lavorava come funzionario nel Provveditorato interregionale delle opere pubbliche Lazio, Abruzzo Sardegna, lascia la moglie Roberta, medico in ospedale, e due figli piccoli. Sulle cause del decesso, e in particolar modo sulla dinamica della tragedia, è stata aperta un’inchiesta, fermo restando che è stato escluso un ipotetico malore. La polizia ha fatto un lungo sopralluogo lungo la pista dove è avvenuto l’incidente e sono state scattate numerose fotografie. Gli investigatori hanno verificato, tra le altre cose, quanto potesse essere difficile quel percorso ritenuto assai accidentato. Si sta accertando, e forse sarà necessario l’aiuto di un consulente, se si tratta di un tragitto oltremodo rischioso.
Il percorso si snoda attraverso la pineta di Roio da dove partono una mezza dozzina di percorsi, divisi per difficoltà.
Le piste, come quelle di sci, sono segnate con il colore in base alla difficoltà, alcune sono azzurre, quella dell’incidente è segnata in rosso. Ci sono anche alcuni salti che non sono obbligatori, ovvero il ciclista può anche scegliere di non affrontarli, usando il percorso normale. Proprio alla partenza c’è l’attraversamento di un tratto molto viscido, e in quel punto ci sono sia il salto sia il ponticello in legno che permette di superare il piccolo canale in cui scorre l’acqua della fontana.
Sulla strada asfaltata ci sono anche i segnali che indicano agli automobilisti la presenza di ciclisti, cartelli con messaggi dal tono simpatico. “Non togliere questo cartello, questo serve qui”, “Se ne vuoi uno chiamaci che te lo regaliamo” e poi, la chiusura “Ps: potresti anche incappare in una fototrappola...”. Tutto è al vaglio degli inquirenti. (cr.aq.)
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