Morte di Conti, scontro tra pm e famiglia

Nuova richiesta di archiviazione e immediata opposizione dei parenti del generale. Deciderà il gip il 12 novembre
SULMONA. La Procura chiede per la seconda volta l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte del generale Guido Conti, ma la famiglia si oppone ancora e chiede di riaprire il caso. Una storia infinita quella legata alla tragica scomparsa dell’ufficiale dei carabinieri forestali, morto il 17 novembre del 2017 e il gip Marco Billi ha già fissato al 12 novembre l’udienza nella quale sia la Procura che la parte civile si troveranno di fronte ognuno per affermare le proprie verità sulla tragedia. Nella richiesta di riaprire il caso i familiari del generale hanno ribadito la loro piena convinzione che il suicidio non sarebbe compatibile con il profilo psicologico e il carattere di Conti. Per la famiglia, e in particolare per la sorella Silvia Conti, dal maggio dello scorso anno al comando della polizia stradale dell’Aquila, le motivazioni con cui la Procura ha chiesto l'ulteriore archiviazione non sarebbero pienamente esaustive avendo lasciato in sospeso alcune richieste investigative che erano state avanzate nella prima opposizione all'archiviazione.
Tre i punti principali sui quali la famiglia difesa dall’avvocato Alessandro Margiotta chiede nuove indagini. Due colleghi del Corpo Forestale avrebbero avuto colloqui col generale nei giorni precedenti la sua morte e secondo la famiglia avrebbero cose molto interessanti da riferire. Inoltre, vengono chiesti accertamenti più precisi sul bossolo ritrovato vicino al corpo del generale Conti, a pochi metri dalla strada che da Sulmona porta a Pacentro. Si chiede, inoltre, l’individuazione di una persona che avrebbe contattato telefonicamente Conti, come risulta dai tabulati telefonici, alcune ore prima della morte. Inoltre, si chiede di indagare su altri piccoli dettagli con i quali fugare i rimanenti dubbi che ancora segnano la tragedia di tre anni fa. A opporsi alla nuova richiesta di archiviazione sono stati la moglie del generale Annamaria Piras, la figlia Annamaria e la sorella Silvia. Conti fu ritrovato senza vita il 17 novembre di un anno fa ai piedi del monte Morrone, a pochi metri dalla Provinciale che da Sulmona conduce a Pacentro. Vicino al suo corpo la pistola calibro 9 con cui il generale si era tolto la vita. A ritrovare prima la Smart con cui si era spostato il generale e poi il suo corpo senza vita, furono due forestali della stazione di Cansano e di Pacentro, tra i più fedeli uomini di Conti. Toccò a loro fare la scoperta e dare l’allarme. Sulla vicenda, sempre su sollecitazione della famiglia, è stata aperta un’inchiesta per istigazione al suicidio, che era stata chiusa già una prima volta con la richiesta di archiviazione impugnata dai familiari. Nuove indagini e pm che chiede una nuova archiviazione ancora impugnata dalla famiglia.
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