Morte di Sara, Jarrar va davanti al giudice

Il marocchino il 15 luglio dal gip. Era ubriaco alla guida dell’auto, rischia fino a 18 anni di carcere
AVEZZANO. Rischia fino a 18 anni di carcere Ayoub Jarrar, il marocchino di 25 anni accusato di omicidio stradale per la morte di Sara Sforza. Dovrà comparire davanti al giudice del tribunale di Avezzano il 15 luglio prossimo. Il pm Andrea Padalino, titolare dell’inchiesta, ha chiesto il giudizio immediato. Il gip, Maria Proia, dovrà però decidere sull’istanza presentata dal difensore, Leonardo Casciere, che punta al rito abbreviato per poter arrivare a una riduzione della pena. Sul capo del giovane pendono infatti numerose aggravanti che potrebbero contribuire a un aumento della pena. Il rito verrà stabilito nel corso della camera di consiglio fissata dal giudice. Tra le aggravanti ci sono infatti quella dell’alta velocità, della guida in stato di ebbrezza alcolica e di aver oltrepassato la linea continua. Dopo una serie di sorpassi, la sua Alfa 156 si era scontrata frontalmente con la Renault Twingo a bordo della quale viaggiavano Sara Sforza e il suo fidanzato, rimasto ferito. Il 25enne era rimasto ferito ed era stato ricoverato nel reparto di chirurgia maxillo-facciale del San Salvatore dell’Aquila. Secondo alcune testimonianze, che sono state vagliate nel corso delle indagini, lo straniero avrebbe tentato di allontanarsi subito dopo l’incidente, fermato però da alcuni automobilisti. Inoltre, sempre secondo alcuni testimoni, attorno all’auto di Jarrar Ayoub, prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, si sarebbero accalcati numerosi stranieri. Alla fine di febbraio il giovane era stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Era in carcere dal 7 gennaio. Era stato arrestato cinque giorni dopo l’incidente su richiesta della Procura di Avezzano. Una ventina di giorni dopo l’arresto, era stata richiesta la scarcerazione. Secondo il gip, in accordo con il pm Padalino, c’era però una «elevata pericolosità» tanto da dover ricorrere alla misura cautelare più rigorosa, quale quella della custodia in carcere. Anche il tribunale del Riesame aveva respinto poi la richiesta di scarcerazione nei confronti del giovane. «Spero che il giudice per le indagini preliminari», ha dichiarato Lucio Cotturone, l’avvocato del fidanzato della vittima, «integri il reato di lesioni stradali e non lesioni semplici lievi per il mio assistito Alessio Vergari, visto che nel capo di imputazione viene contestato solo l’omicidio stradale, riguardante Sara Sforza. Alessio ha infatti riportato una prognosi superiore ai 20 giorni, con lesioni gravissime». (p.g.)
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