Morte di Sara, niente sconti a Jarrar: «Confermare la condanna a 4 anni»

AIELLI. Il procuratore generale della Corte d’appello dell’Aquila, Alessandro Mancini, ha chiesto la conferma della condanna di primo grado per Ayoub Jarrar. Il 2 gennaio del 2020 il marocchino, oggi...
AIELLI. Il procuratore generale della Corte d’appello dell’Aquila, Alessandro Mancini, ha chiesto la conferma della condanna di primo grado per Ayoub Jarrar. Il 2 gennaio del 2020 il marocchino, oggi 28enne, era alla guida dell’Alfa Romeo 159 che si scontrò con la Renault Twingo guidata da Sara Sforza lungo la Tiburtina Valeria all’altezza di Celano. L’estetista 23enne di Aielli perse la vita, mentre il fidanzato, Alessio Vergari, che viaggiava sul sedile del passeggero, restò ferito in modo grave. L’udienza è fissata per il prossimo 4 ottobre.
Attraverso il suo difensore, l’avvocato Leonardo Casciere, il marocchino ha presentato ricorso contro la sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Avezzano che lo aveva condannato per omicidio stradale a quattro anni (pena base 5 anni, aumentata a 6 ma ridotta a 4 con lo “sconto” previsto dal rito abbreviato). «Una minima compartecipazione della vittima, che aveva superato di poco il limite di velocità, anche se non voluta, che non esclude la responsabilità dell’imputato». Così l'avvocato Casciere ha motivato l’istanza d’Appello richiedendo l’attenuante speciale che, se riconosciuta, potrebbe consentire a Jarrar di ottenere un’ulteriore riduzione della condanna inflitta dal giudice di primo grado. Nel processo si sono costituiti parte civile il fidanzato di Sara Sforza e l’Associazione sostenitori e amici della polizia stradale di Forlì. Il primo è assistito dall’avvocato Lucio Cotturone, l’associazione dal collega Augusto Baldassarri. A bordo della sua Alfa Romeo 159, in direzione Pescina, l’imputato, scrive il giudice nelle motivazioni delle sentenza di primo grado, aveva sorpassato due veicoli che lo precedevano in un tratto di strada dove vige il divieto di sorpasso. Subito dopo non era riuscito a completare la manovra di sorpasso di un terzo veicolo e si era scontrato frontalmente con la Renault Twingo guidata dalla 23enne, proveniente dalla corsia opposta. La vettura di Sforza si era ribaltata dopo essere rimbalzata sul guard rail, mentre la 159 aveva tamponato un’Audi. Dal certificato medico del pronto soccorso di Avezzano risulta che Jarrar si era messo alla guida sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti. Inoltre 11 giorni prima, il 22 dicembre del 2019, era stato già denunciato per guida in stato di ebbrezza. Una vicenda che scosse non soltanto la Marsica. (f.d.m.)
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