Morte di Teodoro Ullasci, dimezzata la condanna per gli aggressori

21 Febbraio 2026

La Corte d’Assise d’Appello ha assolto gli imputati per l’omicidio preterintenzionale: sconteranno 6 anni per rapina

L’AQUILA. Carlos Omar Morales (26enne di origini cubane, difeso dall’avvocato Giulio Agnelli) e Alexandru Dumitru Balan (39enne romeno, a sua volta rappresentato dall’avvocato Giulio Michele Lazzaro) rapinarono Teodoro Ullasci (52 anni) ma non lo uccisero. A stabilirlo, ieri, è stata la Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila, che ha così riformato la sentenza di primo grado emessa dal tribunale dell’Aquila il 5 febbraio 2025, assolvendo gli imputati per il reato di omicidio preterintenzionale. Reato all’epoca aggravato dalla condizione di minorata difesa della vittima – portatore di un disturbo borderline di personalità – e poi punito con una condanna a 12 anni. Per i giudici i due sono dunque colpevoli del solo reato di rapina e lesioni, di qui la nuova condanna a 6 anni per Morales e 5 anni e 10 mesi per Balan.

LA VICENDA 

Teodoro Ullasci venne rinvenuto riverso in via Fortebraccio ormai privo di vita il 22 marzo 2024. Le indagini chiarirono poi come la vittima avesse avuto poco prima un alterco con gli imputati, poi sfociato in un’aggressione, con il 52enne che crolla a terra dopo aver ricevuto sicuramente un pugno da parte di Morales – e un calcio, forse non andato a segno – a seguito del quale i due si avventano sull’uomo, già esanime, per poi frugargli nelle tasche e sottrargli una busta di tabacco e un telefono, dandosi infine alla fuga. A inchiodarli furono le telecamere di videosorveglianza che puntano su strada. Le stesse capaci di immortalare Balan mentre raccoglie un sampietrino, forse al fine di utilizzarlo contro la vittima, prima di rendersi conto di come ormai non ce ne fosse alcun bisogno.

LA PERIZIA

 Decisiva la perizia condotta dal professor Adriano Tagliabracci, ordinario di medicina legale all’Università politecnica di Ancona, incaricato dalla stessa Corte di appurare il nesso causale tra i colpi ricevuti da Ullasci e l’evento morte. Sarà proprio l’esito dell’esame condotto dal medico legale ad attribuire il decesso a una fibrillazione ventricolare dovuta a una massiva assunzione di alcol e cocaina in modalità tali da corrispondere a una morte per overdose. Secondo le conclusioni della perizia, Ullasci, al momento della colluttazione, si trovava già in una condizione di stress psico-fisico a causa di «un’intossicazione acuta da cocaina».

LE REAZIONI

 Soddisfazione a metà per gli avvocati Lazzaro e Agnelli. «Bene l’esclusione del reato di omicidio preterintenzionale per non aver commesso il fatto, ma ci si deve spiegare in base a cosa si parli di rapina, giacché la vittima era a terra nel momento in cui i nostri assistiti gli hanno portato via i beni. Semmai si deve parlare di furto, come già affermato dalla Cassazione. In questo caso, il reato non sarebbe neanche procedibile, in mancanza di querela».