Morte di Tommaso, non c’è colpa per il dodicenne rimasto sull’auto

27 Luglio 2022

Si va verso l’archiviazione per il figlio della donna che resta indagata per il reato di omicidio stradale Vagliata dal pm del tribunale per i minorenni la posizione del ragazzino (comunque non imputabile)

L’AQUILA. Archiviazione in vista per la posizione del bambino di 12 anni che era a bordo della Passat impazzita che uccise il piccolo Tommaso D’Agostino e ferì cinque suoi compagni di scuola all’interno dell’asilo Primo maggio dell’Aquila lo scorso 18 maggio. Il procuratore della Repubblica del tribunale per i minorenni David Mancini ha chiesto l’archiviazione delle accuse di omicidio colposo e lesioni colpose a carico del ragazzino. Per via della sua età, inferiore a 14 anni, il bambino non sarebbe tra l’altro imputabile. Al momento, dunque l’unica indagata, è la madre del ragazzino, la 38enne di origini bulgare che aveva parcheggiato l’auto per andare a prendere le figlie piccole lasciando in auto il figlio più grande. Secondo il suo racconto, ha inserito la prima marcia, ma non ha schiacciato il pulsante del freno a mano elettronico. È stato il figlio a richiamare la sua attenzione quando l’auto si è sfrenata prendendo velocità in discesa.
la perizia
Intanto, c’è attesa per la perizia del consulente della Procura. Il perito, Cristiano Ruggeri, aveva chiesto 90 giorni di tempo che dovrebbero scadere a breve, salvo eventuali proroghe. La Passat, per cause che dovrà stabilire la perizia, si è sfrenata sfondando la rete di recinzione, non ancorata al muro, ma a terra, che delimitava il giardino dove i bambini giocavano. A tal proposito, sia gli uffici comunali sia la dirigenza scolastica hanno consegnato ai vigili urbani la documentazione tra cui i piani di sicurezza. Infatti, la gestione è “mista”: al piano strada c’è il nido (bambini da 0 a 3 anni), gestito dall’amministrazione comunale, mentre nel seminterrato, dov’è successa la tragedia, c’è la materna (3-6 anni), la cui competenza è dell’istituto comprensivo Mazzini. Di conseguenza, anche i piani di sicurezza sono due e distinti. Il parcheggio, non si sa se a norma, fa parte della struttura recintata con un muro di cemento e rete elettrosaldata, il giardino è delimitato da una recinzione sfondata dall’auto lasciata incustodita e partita inavvertitamente. L’immobile, risalente a prima degli anni ’80, è di proprietà del Comune e avrebbe avuto un intervento dopo il sisma del 6 aprile 2009. I sei bambini sono stati travolti mentre giocavano tra le giostrine, sotto gli occhi degli altri compagni e delle loro insegnanti. Una tragedia che segnerà per sempre i protagonisti di questa vicenda, compresi la mamma indagata e i suoi tre figli. Oltre a individuare il motivo che ha causato lo sfrenamento dell’automobile, il consulente dovrà valutare, in particolare, se siano state rispettate tutte le condizioni di sicurezza nell’allestimento dell’area giochi nel cortile esterno della scuola dell’infanzia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA