Morte misteriosa nella clinica Sospetti sul compagno in fuga

Indagini sulla fine del 27enne Mirasole. La sorella: «Aiutatemi ad evitare altre tragedie» L’avvocato di famiglia: «Ci sono troppe anomalie». Struttura già al centro di polemiche
AVEZZANO. L’aspettavano per colazione, ma alle 8,30 di mercoledì 7 giugno lo hanno trovato morto nel letto di una clinica, apparentemente senza alcun segno di violenza. L’assenza del suo compagno di stanza e altri strani decessi all’interno della struttura sanitaria hanno destato sospetti. Così la prematura scomparsa di Matteo Mirasole, 27 anni, di Avezzano, si è tinta di giallo e la Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio. Colposo, per ora.
Adesso i familiari vogliono scoprire la verità. «Aiutatemi ad evitare che altri ragazzi possano fare la fine di mio fratello», è il commento della sorella Giorgia.
La storia. Il 12 maggio 2017 il gip del tribunale di Avezzano, Maria Proia, dispone il ricovero di Mirasole nel centro polivalente di Colle Cesarano a Villa Adriana di Tivoli. In una stanza della struttura, il 7 giugno, il 27enne avezzanese è stato trovato senza vita. Un infarto, le prime indiscrezioni. Ma la scomparsa del compagno di stanza di Mirasole ha insospettito gli investigatori, così il sostituto procuratore di Tivoli, Gabriele Iuzzolino, ha conferito un incarico al medico legale per chiarire la dinamica della morte. Il consulente tecnico, la dottoressa Maria Rosaria Aromatario, ha svolto il proprio lavoro il 9 giugno e si è riservata 60 giorni di tempo per depositare le proprie conclusioni.
«Non crediamo alla morte naturale, ma a una morte indotta in una struttura che dovrebbe essere protetta», ha sottolineato l’avvocato Roberto Verdecchia, che assiste la famiglia Mirasole nella ricerca della verità, «il ragazzo che si trovava in stanza con Mirasole è scomparso da questa struttura ed è stato successivamente arrestato, ma non sappiamo per quale motivo. Attorno a tutta l’indagine, portata avanti dal nucleo operativo dei carabinieri di Tivoli, c’è il massimo riserbo. Ma abbiamo saputo, attraverso la testimonianza di un’altra paziente marsicana, che da fine maggio al 5 giugno si trovava nella struttura, che in quell’ambiente ci sono stati comportamenti molto particolari e che Matteo, per punizione, era stato messo in stanza con il giovane conosciuto come l’inglese. La morte è molto sospetta, ma siamo fiduciosi e aspettiamo gli esiti della consulenza».
Ad alimentare i sospetti anche il passato della clinica di Colle Cesarano. Finita al centro di un’inchiesta di Presadiretta, sulla Rai, dal titolo “Sanità tradita”, andato in onda lo scorso marzo. La struttura ha 200 pazienti e riceve contributi regionali per 8 milioni e 300mila euro l’anno. È la clinica psichiatrica più pagata del Lazio. Nel 2011 i consiglieri radicali della Regione hanno presentato delle interrogazioni denunciando che moriva un paziente ogni 50 giorni. E sempre nel 2011 una psichiatrica aveva scritto alla Commissione sanitaria d’inchiesta sugli errori sanitari, diretta da Leoluca Orlando, per descrivere la situazione «grave e inaccettabile» per i pazienti. Anche su queste accuse si basano i dubbi dei familiari del 27enne Mirasole.
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