Morte sospetta del macellaio, via all’indagine

Riesumata la salma per l’autopsia: il 58enne era stato sottoposto a un intervento chirurgico a Popoli
SULMONA. Ci vorranno 60 giorni per conoscere se ci sono responsabilità e se i medici dell’ospedale di Popoli che hanno eseguito l’intervento dovranno essere processati.
Con l’autopsia che si è svolta ieri pomeriggio nell’ospedale di Chieti, entra nel vivo l’inchiesta avviata dalla procura di Pescara per accertare cause ed eventuali colpe sulla morte di Maurizio Corazzini, il noto macellaio di Sulmona scomparso lo scorso 20 novembre all’età di 58 anni a seguito delle complicazioni sorte dopo un intervento chirurgico.
Gli anatomopatologi, Sara Sablone e Onofrio Caputi Ianbrenghi, dopo aver effettuato tutti i prelievi, si sono presi due mesi di tempo per ricostruire l’intero quadro clinico del macellaio e confrontare l’esito dell’autopsia con l’ipotesi di reato di omicidio colposo formulata dal sostituto procuratore Marina Tommolini.
Al momento unico indagato nella vicenda è il medico chirurgo M.B., che ha effettuato la colonscopia allo sfortunato macellaio sulmonese, lo scorso 18 novembre nell’ospedale di Popoli.
Ieri mattina verso le 7, la salma è stata riesumata dal loculo del cimitero di Sulmona e alle undici in punto il carro funebre è partito alla volta dell’ospedale di Chieti per essere messa a disposizione dei due medici legali. Tutto è iniziato lo scorso mese di novembre con Corazzini che si era quindi recato all’ospedale di Popoli per una colonscopia.
Il giorno dopo il macellaio ha iniziato ad avere i primi fastidi e tornato a Popoli si è aggravato tanto che i medici hanno deciso di trasferirlo a Pescara dove è stato sottoposto a intervento chirurgico che Corazzini non è riuscito a superare.
Inizialmente i familiari non avevano chiesto alcun controllo, poi hanno avuto un ripensamento decidendo di chiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria pescarese per far luce su una morte che nasconde ancora diversi dubbi. (c.l.)
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