Morte sospetta, perizia scagiona 4 medici

7 Luglio 2019

Il risultato della consulenza: «L’intervento chirurgico per salvare la paziente è stato eseguito in modo corretto»

L’AQUILA. Entrò in ospedale per essere sottoposta a un intervento – programmato – alla colecisti. Torno a casa e il decorso post-operatorio non fu di quelli regolari.
Accusò nuovi problemi di salute, con febbre causata da una probabile infezione. La situazione precipitò ogni giorno di più, e, dopo un calvario durato circa due mesi, morì.
L’involontaria protagonista della triste vicenda è una donna di 53 anni di Marruci di Pizzoli, Rita Ioannucci.
Un altro caso di presunta colpa medica che, però, sembra viaggiare verso un’archiviazione. Sono indagati per omicidio colposo 4 medici del San Salvatore.
Si tratta di Loreto Lombardi, di 61 anni, nato a Roma e residente a Scoppito; Michele Marchese, di 44 anni, nato a Cosenza e residente a Roma; Marco Clementi, di 50 anni, nato e residente a Roma; Roberto Vicentini, di 64 anni, nato a Varese e residente all’Aquila.
Ora, però, una perizia sembra cambiare del tutto le carte in tavolo.
«A seguito degli accertamenti medico legali», dice l’avvocato Emilio Bafile, «della consulenza collegiale redatta dal professor Cristian D’Ovidio e dal collega Aldo Bove, è emerso che l’intervento chirurgico posto in essere dai medici, da me assistiti, è stato correttamente eseguito e che non è ravvisabile alcuna responsabilità del loro operato. Si rileva l’impegno dagli stessi profuso nel tentativo di estremo salvataggio correttamente operato dai chirurghi con la massima cura nell’adempimento dei loro doveri sanitari». Ora gli atti tornano alla Procura della Repubblica che dovrà inoltrare le proprie richieste per la definizione di questo fascicolo. In caso di archiviazione la parte offesa può opporsi tramite l’avvocato Guido Alfonsi.
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