Morte sospetta, perizia «scagiona» i medici indagati

L’AQUILA. Sembra avviata verso l’archiviazione un ’inchiesta che fu avviata dopo la morte di un giovane dipendente dellAsm, Stefano Arcangeli, a causa di u Per questo, con l’accusa di omicidio...
L’AQUILA. Sembra avviata verso l’archiviazione un ’inchiesta che fu avviata dopo la morte di un giovane dipendente dellAsm, Stefano Arcangeli, a causa di u Per questo, con l’accusa di omicidio colposo, sono indagati dei medici che a vario titolo si sono occupati del paziente. Va subito detto che si trattò di avvisi di garanzia tecnici e che dunque n on presupponevano nessuna colpa medica. Erano pertanto indagati Sabrina Cicogna, Luca Antonini, Elvira Cassetti, Tommaso Civitaretese, Alessandro D’Aroma, Marco Gentile, Giuseppe Guerrieri, Raffaele Luise, Eugenia Marsili, Guglielmina Palermo, Roberto Vicentini, Rita Lattanzio, Giovanni De Bernardinis. Tra questi ci sono anche dei medici che di fatto non hanno avuto alcun ruolo in relazione alle terapie.
Arcangeli aveva avvertito ai primi di agosto del 2013 mentre si trovava sul luogo di lavoro. L’uomo si era recato al centro dei medici di famiglia e un dottore gli aveva prescritto dei farmaci antidolorifici che non avevano sortito l’effetto sperato tanto che per lui fu necessario il ricovero. Fu sottoposto all’esame di coronarografia al termine del quale gli fu applicato uno «stent» per il controllo della coronaria. Gli esami evidenziarono che il paziente era stato colpito in maniera non grave da un infarto.
Poi, però, ci fu il decesso. Ora le perizie che sono state disposte sembrano avere accertato che il comportamento di tutti i medici fu corretto mentre sembra che il giovane non prese nelle dosi e nei tempi giusti una medicina che gli era stata prescritta per tenere sotto controllo il cuore dopo un intervento che, pertanto, sembra essere stato fatto in modo corretto. Gli avvocati delle difese avrebbero voluto definire ieri il caso ma, a causa della mancanza dei periti, che pure avevano depositato da tempo la relazione, la parte lesa ha chiesto un rinvio che è stato accordato dal gip al 5 maggio.
I difensori: Benedetti, Madama, Isidori, Bruno, Cipollone, Cetrullo, Bafile, Di Timoteo, Marinucci, Camerini.
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