Morti sulla strada, opera danneggiata Le madri ingaggiano un investigatore

Video e foto inchiodano una donna di 50 anni che deturpava il monumento realizzato a San Giuliano Le famiglie delle vittime presentano una denuncia per danneggiamento, la Procura apre l’inchiesta
L’AQUILA. Avrebbe vandalizzato per mesi il monumento alle Vittime della strada che si trova sulla via per San Giuliano, alla periferia della città. Per questo una donna di circa 50 anni dell’Aquila è stata denunciata e la Procura già da qualche settimana ha aperto un’inchiesta. Il monumento fu realizzato su iniziativa delle famiglie di Giuseppe Magnifico, Tiberio Giorgi e Mauro Mannucci, tre giovani aquilani uccisi in incidenti stradali. L’inaugurazione ci fu poco più di due anni fa e da allora il cippo è meta non solo dei familiari dei tre ragazzi ma anche di tanti aquilani che si fermano per un momento di raccoglimento e preghiera. Da qualche mese i familiari delle giovani vittime – che vanno quasi tutti i giorni a depositare fiori e a curare l’area dove sorge il monumento – si sono accorti che qualcuno, invece di fermarsi in raccoglimento e preghiera, sradicava piantine, toglieva i fiori dai vasi, li buttava sul fosso retrostante e portava persino il cane a fare i bisogni sotto al monumento. La cosa è stata segnalata subito sia al Comune che alle forze dell’ordine. Ma per trovare il colpevole degli atti vandalici – che di fatto sono gesti di offesa alla memoria delle giovani vittime e disprezzo verso i familiari – Erina Panepucci (madre di Giuseppe), Laura Serpetti (madre di Tiberio), Stefania e Michela Mannucci (sorelle di Mauro) hanno deciso di rivolgersi a un’agenzia di investigazioni che dopo appostamenti e verifiche ha messo a punto una relazione con allegati video e foto che documentano in maniera inequivocabile una donna che, mentre passeggia nella zona, a un certo punto si ferma e inizia a compiere atti vandalici. La relazione dell’agenzia investigativa è ora allegata alla denuncia dei familiari nei confronti della donna e gli atti pare siano già all’attenzione della Procura che dovrà valutare la vicenda e prendere i provvedimenti conseguenti. I dettagli della relazione non sono noti ma da quel poco che trapela pare che i video e le foto che inchioderebbero la donna alle sue responsabilità sono stati realizzati addirittura il 2 novembre scorso giorno della commemorazione dei defunti. In un’immagine si vedrebbe la donna prendere un vaso di fiori e scagliarlo contro una vicina palizzata e subito dopo prendere a calci dei vasetti più piccoli. Compito della Procura sarà capire le motivazioni che potrebbero aver spinto la donna a tutta una serie di atti vandalici in un posto che dovrebbe essere considerato sacro proprio perché si fa memoria delle vittime della strada. La vicenda ne ricorda un’altra accaduta nel 2021 sulla statale 80 nei pressi di Arischia nel punto in cui fu investito e ucciso Tiberio Giorgi, 22 anni, studente universitario. C’è stato un processo (con condanna) a carico di un medico in pensione di 73 anni accusato di togliere volantini e fiori che la madre del giovane poneva nel punto in cui il figlio era stato ucciso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

