Morto a 55 anni Di Stefano, atleta di sport paralimpici

Robertino era il capitano della squadra, primatista regionale in alcune specialità Il ricordo dell’allenatrice dell’Atletica L’Aquila. Funerali a Cagnano Amiterno
L’AQUILA. Ha corso l’ultima staffetta della vita Robertino Di Stefano, campione paralimpico dell’Atletica L’Aquila. Se n’è andato a 55 anni. Ieri la chiesa di San Giovanni nella sua Cagnano Amiterno è riuscita a stento a contenere quanti gli hanno voluto rendere un ultimo omaggio. Robertino Di Stefano si è avvicinato al mondo dell’atletica nel 2016. Sei anni colmi di successi sportivi.
L’atleta aquilano ha partecipato a quattro Campionati italiani Fisdir, a Firenze, Roma e due volte a Padova dove a ottobre 2021 ha ottenuto il suo primato personale nei 50 piani giungendo 22° assoluto in Italia e 38° assoluto nel lancio del Vortex. Risultati con i quali ha trascinato l’Atletica L’Aquila all’ottavo posto assoluto nella classifica di Coppa Italia. Di Stefano è stato anche campione regionale dei 50 metri piani nel 2021 e nel 2018 si è laureato pure campione regionale di staffetta nei 4 per 50 metri.
«È difficile scrivere per te ora che ci hai lasciati, dei tanti momenti passati insieme, degli allenamenti al campo di atletica leggera, in palestra, delle gare», ricorda l’allenatrice Paola Aromatario, «ti sei avvicinato all’atletica nel 2016, accompagnato un giorno da tua nipote, in palestra. I ragazzi del gruppo ti hanno subito accolto, poi tu hai socializzato presto, sempre solare, avevi una buona parola per tutti, sempre con il sorriso dietro gli occhiali e quella risata a volte anche autoironica, quando stavi alle battute che ci facciamo durante gli allenamenti. Insieme», prosegue il tecnico della squadra, «abbiamo imparato a correre in corsia senza invadere la corsia del compagno, un risultato importantissimo, quel giorno abbiamo vinto un campionato mondiale, perché insegnare a tanti di voi a correre in corsia è una conquista per tutti. Hai imparato a fare gol quando giocavamo a calcio ed eri felicissimo, ti brillavano gli occhi e poi la risata liberatoria di soddisfazione per aver buttato la palla dentro la rete, lo stesso era se giocavamo a pallamano. E poi che dire quando hai iniziato a palleggiare con il pallone da pallacanestro, ricordo lo prendevi con due mani e lo facevi rimbalzare a terra e ti richiamavo perché dovevi provare a palleggiare con una mano, ma tu non demordevi quello era il tuo massimo impegno, lo sapevo, ma ti spronavo perché noi tecnici abbiamo il dovere di spronarvi, di darvi sempre tanta fiducia anche per i piccoli passi che fate e che facciamo insieme. Lo stretching non era il tuo forte, ti spazientivi, ma sapevi anche tu che ti faceva bene. Lasci un vuoto nella nostra squadra Atleticamenteinsieme nata come progetto inclusivo. Eri il più anziano della squadra, così con i tuoi compagni ti avevamo eletto capitano e tu ne eri orgoglioso», conclude Paola Aromatario.
Di Stefano lascia i fratelli Giacomo e Giovanni che lo hanno sempre sostenuto e accompagnato in ogni trasferta sportiva. (f.d.m.)

