Morto Del Beato, aveva 78 anni: storico dirigente dell’Avezzano

10 Giugno 2021

Tra il 1975 e il 1980 ha rappresentato un punto di riferimento per il settore giovanile biancoverde L’ex portiere Gigli: con lui una mitica trasferta in Sardegna, nevicava ad aprile e ci offrì il brandy

AVEZZANO. Un altro pezzo della storia sportiva di Avezzano se ne è andato. Franco Del Beato è scomparso all’età di 78 anni dopo una lunga malattia. Titolare in città di una storica tintoria, Franco Del Beato negli anni a cavallo tra il 1975 e il 1980 aveva rappresentato un importante punto di riferimento per il calcio biancoverde, ricoprendo per alcuni anni il ruolo di presidente del settore giovanile della società che aveva al vertice il compianto Marcello Bove. Ma Franco non si dedicava solo al calcio dei più giovani, perché nella sua veste di dirigente, aveva anche il compito di seguire la prima squadra anche fuori casa e, insieme al cognato Antonio Bellisario, era presente a ogni trasferta che all’epoca vedeva impegnati Cimarra e compagni. Chilometri e chilometri per non far mai mancare il giusto incoraggiamento, in un periodo che culminò con la conquista della C2 (77/78) con Piero Grasselli nella veste di allenatore e con il girone dell’Avezzano che comprendeva squadre dell’Abruzzo, del Lazio e della Sardegna. Tra i giocatori che hanno conosciuto e apprezzato l’operato di Franco Del Beato c’è Venanzio Gigli, ex portiere biancoverde: «Ricordo in particolare di una trasferta a Nuoro che capitò ad aprile inoltrato. Eravamo in primavera e tutti pensammo di andare incontro a una temperatura mite, ma quella domenica venne giù tanta di quella neve che in mezzo al campo più di un giocatore rischiò l’assideramento. E ricordo l’attimo in cui Franco entrò negli spogliatoi durante l’intervallo, con una bottiglia di brandy e con l’invito a berne un goccetto per combattere il grande freddo. Ebbene, non ci crederete, ma molti di noi accolsero l’invito con particolare soddisfazione». E alla fine l’Avezzano riuscì a pareggiare quell’incontro. Anche Aureliano Giffi ha avuto modo di conoscere Del Beato, persona schietta e generosa come poche altre: «Quando si trattava di andare in trasferta per affrontare qualche squadra della costa, era l’occasione buona per farci la classica mangiata di pesce e devo dire che Franco conosceva a memoria tutti i migliori ristoranti della riviera, per cui al piacere del risultato positivo che in quel periodo era abbastanza frequente, abbinavamo quelli della cucina che non erano da meno». I funerali sono stati celebrati ieri a San Pio X.
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