«Morto dopo 3 giorni in barella»: scatta un’inchiesta della Procura

21 Luglio 2023

Denuncia dei familiari ai carabinieri, verranno acquisite le cartelle cliniche e sarà eseguita un’autopsia La vittima è Pasquale Ranieri, 78enne di Avezzano. L’Asl avvia l’accertamento interno sull’accaduto

AVEZZANO. Una caduta dal letto nel cuore della notte che sembrava innocua. Poi l’inizio del calvario: febbre, difficoltà nella respirazione. E allora ecco che Pasquale Ranieri, 78 anni di Avezzano, malato di parkinson, viene caricato su ambulanza del 118 e trasportato in ospedale, dove è morto ieri dopo cinque giorni di ricovero. Una morte di cui la famiglia dell’uomo non si dà pace e lancia accuse precise: «Dopo essere stato trasportato vigile al pronto soccorso, mio padre è stato tenuto su una barella per tre giorni», racconta la figlia Katia che ha presentato una denuncia ai carabinieri. Dall’esposto della donna è scattata l’inchiesta da parte della Procura di Avezzano. Il titolare del fascicolo è il pm Ugo Timpano. Ma anche la Asl vuole vederci chiaro sulla morte del 78enne: la direzione sanitaria fa sapere infatti di «avere avviato una indagine interna per ricostruire quanto accaduto». La salma si trova ancora all’obitorio dell’ospedale di Avezzano: i funerali sono al momento bloccati perché la Procura ha disposto l’autopsia. Saranno sequestrate inoltre tutte le cartelle cliniche dell’uomo. La famiglia Ranieri si è rivolta all’avvocato Berardino Terra. Diversi i punti oscuri da chiarire: secondo il racconto che la figlia Katia Ranieri ha fornito ai carabinieri, l’anziano è stato tenuto per più di tre giorni su una barella in pronto soccorso fino alla sera del 18 luglio. Poi, dopo le continue insistenze da parte della donna, il paziente è stato trasferito nel reparto di Geriatria dove è morto. «Nonostante al momento del trasferimento a Geriatria, le condizioni fisiche di mio padre fossero precarie», prosegue la figlia, «non è stato deciso per il trasferimento in un reparto dedicato alla rianimazione o comunque per alleviare la sua patologia polmonare». Patologia rilevata dai sanitari già al momento dell’arrivo in pronto soccorso. L’uomo era diabetico insulinico dipendente e soffriva di morbo di parkinson. Patologie di cui - sempre secondo il racconto fornito dalla figlia ai miliari - «il personale sanitario che lo ha preso in cura era stato informato al momento del ricovero». Il calvario ha inizio quando, lo scorso 15 luglio, l’uomo è caduto dal letto, non riportando tuttavia apparenti conseguenze fisiche. Nei giorni successivi, però, Ranieri è febbricitante e fa sempre più fatica a respirare. Preoccupati per le sue condizioni di salute, la moglie e i figli decidono di chiamare un’ambulanza per il ricovero in ospedale, dove è morto dopo cinque giorni di agonia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA