Morto dopo nove ore di attesa Gli esami: era positivo al Covid

19 Novembre 2020

Va avanti l’inchiesta sulla tragica fine del pensionato di Villalago, primi riscontri dal medico legale Marsilio: entro mercoledì 46 nuovi posti letto nella clinica San Raffaele, altri 20 pronti all’ospedale

SULMONA . È morto per una polmonite interstiziale bilaterale, causata dal Covid, l’80enne di Villalago deceduto il 6 novembre scorso nell’ex pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, dopo il ricovero e aver trascorso un pomeriggio e parte della nottata in ambulanza. Lo ha accertato l’autopsia eseguita dal medico legale Luigi Miccolis incaricato dalla procura di Sulmona di far luce sulle cause che hanno portato Attilio Caranfa al decesso. Al momento sono quattro i medici indagati: Michele Suffoletta, responsabile del Pronto soccorso, Gabriella Ciacchi, Liberato Gianni, del servizio 118 e Francesca Ruta, medico curante dell’anziano. A tutti viene contestato l’omicidio colposo. La relazione completa sull’esame peritale sarà pronto tra 90 giorni. Nel frattempo la procura ha sequestrato la cartella clinica dell’uomo per accertare la terapia somministrata all’80enne dall’arrivo in ospedale al momento del decesso.
ALTRI 66 POSTI COVID. Al più tardi mercoledì prossimo saranno pronti e disponibili 46 posti letto di Medicina Covid nella clinica San Raffaele di Sulmona. Regione, Asl e Protezione civile stanno perfezionando in queste ore gli accordi e le modalità operative. A fianco dell’offerta di posti letto sarà allestito un laboratorio diagnostico, che nell’immediato potrà effettuare tamponi antigenici rapidi e successivamente attivare anche quelli molecolari rino-faringei. In parallelo la Asl sta reperendo il personale necessario per attivare il reparto di 20 posti letto di Medicina Covid nel nuovo ospedale, dove, nel frattempo, sono stati temporaneamente riconvertiti a Covid otto posti letto nella cosiddetta “zona grigia”. «Stiamo portando avanti con tempistiche chiare gli impegni che con l’assessore Verì, il direttore generale Testa ci siamo assunti di fronte ai cittadini della Valle Peligna, della Valle Subequana e del Sagittario nel corso del sopralluogo di lunedì scorso», afferma il presidente della Regione Marco Marsilio. «La messa in sicurezza dei territori prosegue senza sosta».
IL CONTAGIO. Resta ancora alto il numero dei positivi nelle aree peligna e sangrina. Sono 29 i nuovi casi di coronavirus accertati ieri in Centro Abruzzo. Un dato che probabilmente non è reale e risente del processo a scaglioni dei tamponi anche se nelle ultime ore il laboratorio di Teramo ha accelerato l'esame dei test. I positivi di oggi sono domiciliati 15 a Sulmona, 3 a Castel di Sangro, 2 a Castelvecchio Subequo, 2 a Pratola Peligna, 2 a Pettorano sul Gizio, 1 a Roccaraso, 1 a Scanno, 1 a Castel Di Ieri e 1 a Pacentro. Tra i positivi figura anche una paziente neurologica. Si tratta di una donna che ha trascorso l'intera mattinata nella sala triage del nuovo pronto soccorso di via Montesanto per poi risultare positiva al tampone. Un contagio che coinvolge ancora l'ambiente ospedaliero. Nella giornata di ieri nove pazienti hanno invece stazionato nell'area triage dove sono arrivati i letti al posto delle barelle, in attesa dei lavori per il reparto Covid. I 29 contagi si vanno a sommare ai 52 accertati nella notte tra cui le due anziane di Sulmona che, dopo aver riportato la rottura del femore, sono risultate positive al tampone e sono rimaste in attesa di ricovero e intervento urgente nell'ex pronto soccorso dell'ospedale. Una situazione al limite del collasso con una struttura che è in piena emergenza anche perché il virus è entrato in quasi tutti i reparti ospedalieri con gravi ripercussioni sull’intera attività.
LUNGHE FILE AL DRIVE-IN. Continuano le lunghe file al drive-in dei carabinieri. Anche la giornata di ieri è stata molto dura per il personale impiegato nel servizio che senza un attimo di sosta garantisce la somministrazione dei tamponi a tutte le persone. Ne risultano oltre un migliaio, che attualmente si trovano in sorveglianza attiva.
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