Morto dopo ore in ambulanza, 4 indagati

14 Novembre 2020

Sono tre medici dell’ospedale e il dottore che aveva in cura l’anziano. Intanto si contano altri due decessi a Pratola e Scontrone

SULMONA. Sono quattro i medici finiti sotto inchiesta, tre dell’ospedale di Sulmona e un medico di base di Roma, per omicidio colposo in relazione al caso dell’anziano di Villalago, Attilio Caranfa, deceduto dopo aver trascorso molte ore in ambulanza in attesa dell’esito del tampone, poi risultato positivo. Si tratta del responsabile del pronto soccorso Michele Suffoletta, dei medici del servizio del 118 Gabriella Ciacchi e Gianni Liberato e Francesca Ruta, medico curante dell’anziano, che hanno ricevuto l’avviso di garanzia in modo da poter partecipare all’autopsia che molto probabilmente si svolgerà martedì prossimo. Questa mattina la Procura conferirà l’incarico all’anatomopatologo, Luigi Miccolis, che avrà così il tempo di organizzarsi considerato che l’esame dovrà essere eseguito all’istituto Spallanzani di Roma. Sono trascorsi sette giorni dalla morte dell’anziano che era entrato in ospedale per sottoporsi al tampone su indicazione del medico di base. Positivo al test rapido, avrebbe atteso il riscontro del molecolare in ambulanza per un intero pomeriggio e per parte della nottata. Una volta entrato all’ex pronto soccorso sarebbe morto per arresto cardiaco.
Quella di ieri, intanto, è stata un’altra giornata funesta per il Centro Abruzzo per i due decessi, uno a Pratola Peligna e l’altro a Scontrone, tutti riconducibili al Covid, e per i nuovi 60 casi positivi. La vittima di Pratola Peligna è Antonio Iacobucci, deceduta ieri mattina al San Salvatore dell’Aquila dove era stato ricoverato per dei controlli che invece, hanno rivelato la presenza del virus. L’uomo aveva 85 anni e lascia la moglie e due figli. I funerali si terranno oggi alle 15, nel Santuario della Madonna della Libera. La seconda vittima del virus è Concetta Melone di 73 anni di Scontrone, deceduta in Molise dove era ricoverata all’ospedale di Campobasso.
Ieri sono stati, dunque, accertati 60 nuovi casi positivi con la curva dei contagi che non ne vuole sapere di arretrare. Tra i positivi c’è anche il primario di un reparto ospedaliero dove si erano verificati altri contagi partiti da alcuni pazienti. Il primario è stato posto in isolamento domiciliare dopo l’accertamento del contagio con il test rapido che ora dovrà essere confermato dal tampone molecolare. Sempre nello stesso reparto è risultata positiva un’operatrice sanitaria mentre altri medici dell’ospedale sono in attesa dell’esito del tampone. Qualcuno sarebbe sintomatico anche se non risulterebbe in servizio già da un po’ di tempo. Bosognerà attendere le prossime ore per capire il numero delle persone contagiate e le eventuali misure da adottare dopo la sanificazione del reparto, tra l’altro già effettuata.
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