Morto il bancario che si è dato fuoco

Il gesto disperato sull’A/25: aveva 62 anni. Indagini sul presunto ammanco da due milioni in un istituto di credito
ORTUCCHIO. È morto dopo sei giorni di agonia il bancario di Ortucchio protagonista di un disperato gesto sull’autostrada A/25. Domenico Martellone, 62 anni, si trovava ricoverato nel centro grandi ustionati del Sant’Eugenio di Roma dallo scorso giovedì. Su quanto accaduto al chilometro 110.500 dell’autostrada, all’altezza del casello di Pescina in direzione Roma, sono in corso indagini della polizia stradale di Pratola. Stando a quanto accertato finora, l’uomo si è dato fuoco mentre la sua auto era ancora in movimento (non era sceso sulla corsia d’emergenza, come ipotizzato in un primo momento). La vettura è rimasta coinvolta in un incidente. All’arrivo degli agenti, che hanno trovato i finestrini chiusi, le fiamme erano quasi del tutto spente, quasi certamente a causa dell’esplosione degli airbag. Il 62enne aveva riportato gravi lesioni soprattutto per le alte temperature che si erano sviluppate nell’abitacolo. Nell’auto gli agenti hanno trovato sia una tanica di benzina che una corda. In questi giorni la polizia ha ricostruito le ultime ore di Martellone prima di imboccare l’autostrada e ha ascoltato alcuni familiari. Non ci sono invece testimoni di quanto accaduto, nè il bancario ha lasciato messaggi. Il gesto, secondo ipotesi investigative, è collegato a un presunto ammanco in una banca marsicana di circa 2 milioni di euro. Un caso che nella Marsica aveva fatto molto clamore, nonostante la banca avesse tentato di “coprire” la notizia non presentando alcuna denuncia nei confronti del dipendente. Alcune settimane fa l’uomo aveva deciso di sparire dalla circolazione e, con una telefonata ai familiari, aveva fatto sapere di stare bene. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato. I funerali di Martellone dovrebbero essere celebrati domani a Ortucchio. (r.rs.)
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